I segreti degli UPS. Perché la sicurezza è fondamentale

Guida all'acquisto
17/01/2018 Monclick 2282

Quando si lavora, non c’è niente di peggio di un blackout. Fortunatamente la tecnologia mette a disposizione di privati e aziende gli UPS, dispositivi che in caso di interruzione di corrente alimentano tutto il sistema per un po’ e ci permettono di terminare il lavoro. E hanno anche altre funzioni molto importanti, tutte rivolte alla massima sicurezza: ecco perché, nell’azienda moderna, sono del tutto fondamentali



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Il profilo di una piccola o media impresa dei nostri giorni è diverso rispetto a trent’anni fa soprattutto per la dotazione tecnologica di base che ogni azienda deve possedere per procedere nel mondo del business.
Server, router e personal computer sono strumenti essenziali per essere presenti sul mercato, e a questo si aggiungono naturalmente ulteriori dispositivi informatici ed elettronici pensati per preservare nel tempo il proprio patrimonio tecnologico. Oltre alla manutenzione di routine, uno dei fattori che permette il funzionamento dei dispositivi e che va tenuto sotto controllo è l’energia elettrica i cui sbalzi e improvvise interruzioni possono costituire un vero problema. Una variazione d’intensità importante o ripetute sospensioni della corrente elettrica, attribuibili all’utente che può sovraccaricare la linea o a fattori esterni come calamità e temporali, sono in grado di compromettere seriamente server e computer con una conseguente perdita di dati, e potenzialmente di mesi di lavoro.
PROPOSTA
APC – BX1400UI

Ufficio sempre protetto dagli sbalzi di tensione
L’unità Back-UPS proposta da APC è pensata per soddisfare le esigenze di un ufficio proteggendo i dispositivi elettronici da eventuali sbalzi di tensione o improvvisi blackout dell’energia elettrica. Riesce a restituire una potenza di 700 watt/1.400 VA, con autonomia fino a 2 minuti per spegnere in tutta tranquillità gli apparati collegati ed evitare perdite di dati o danni all’hardware. I segnali acustici ed i LED avvisano l’utente sul funzionamento corretto dell’unità, su eventuali sovraccarichi e se è arrivato il momento di sostituire le batterie. È possibile connettere fino a 6 spine, il tempo di intervento è di 5 millisecondi e utilizza la tecnologia line-interactive.
RIELLO IDIALOG – IDG400

Piccolo ed efficiente per lavorare in tutta sicurezza La linea Idialog di Riello è ideale per piccoli uffici ed ambienti domestici in cui è necessario salvaguardare apparecchiature informatiche come PC, monitor e stampanti. Le dimensioni particolarmente contenute permettono una facile collocazione anche in ambienti con spazio ridotto. Riello Idialog mette a disposizione 4 ingressi standard ed una capienza di 240 watt e 400 VA. La durata della batteria, a pieno carico, è di 6 minuti, il tempo di intervento è pari a 8 millisecondi. In più, è compatibile con i sistemi Windows, Linux, Mac Os consentendo la gestione delle funzionalità da desktop.
ATLANTIS LAND A03-OP3000-RC

Il giusto alleato contro i blackout Per proteggere i dispositivi da improvvise interruzioni di corrente l’Atlantis Land A03 è la scelta giusta. L’onda prodotta è di tipo sinusoidale così da garantire la massima compatibilità con le apparecchiature informatiche. La potenza d’uscita è di 2.100 Watt, utile a mantenere attivi i dispositivi collegati per 5 minuti, se a pieno carico, oppure per 8 minuti, se a mezzo carico. Dispone di ben 6 ingressi elettrici, la tecnologia utilizzata è la cosiddetta offline ed il tempo di intervento è di soli 5 ms.

L’imprenditore è dunque messo di fronte a una scelta obbligata: dotare l’azienda di un sistema capace di mantenere costantemente alimentate le apparecchiature anche in seguito ad un blackout o che quantomeno permetta di effettuare una corretta disattivazione delle stesse fino a che la situazione non torni alla normalità. Bisognerà pertanto optare per un cosiddetto gruppo di continuità o Uninterruptible Power Supply (UPS), un apparecchio che – di fatto – si frappone tra i dispositivi dell’ufficio e la sorgente elettrica e funge sia da carica di riserva in caso di blackout, sia come “correttore” di potenziali disturbi elettrici.

Un gruppo di continuità è fondamentale
Un gruppo statico di continuità (UPS) è un apparato in grado di correggere i vari disturbi che possono generarsi dalla comune alimentazione elettrica come cali o sbalzi permettendo ai dispositivi ad esso collegati di continuare il proprio funzionamento senza subire danni. Al verificarsi di una sospensione di corrente, l’UPS garantirà per qualche minuto l’energia necessaria alle attrezzature allacciate in modo da consentirne lo spegnimento controllato evitando bruschi arresti che, a seconda dei casi, potrebbero provocare danni gravi o irreparabili. I più frequenti sono quelli che colpiscono ad esempio i computer ed i loro componenti interni come schede madri, processori e hard disk con una conseguente perdita di documenti preziosi. Allo stesso modo possono risentire dei disturbi della rete elettrica anche i server, molto preziosi per le aziende che lavorano online e con una grossa mole di dati, oltre alle periferiche come stampanti laser o 3D che se stoppate durante l’esecuzione di una stampa possono riportare problemi meccanici e richiedere una manutenzione straordinaria.

I modelli di UPS in commercio differiscono tra loro anche in modo evidente, tuttavia il principio con cui un gruppo di continuità opera si basa fondamentalmente sulla compartecipazione di alcuni componenti basilari presenti in tutte le tipologie e fasce di prodotto. Tra gli elementi imprescindibili figurano in primis un gruppo di batterie e un alimentatore; il comparto batterie è solitamente composto da celle al piombo, ricaricabili, atte ad immagazzinare energia essenziale a sostenere il carico collegato al gruppo di continuità. Sul mercato si sono affacciati negli ultimi mesi soluzioni che prevedono l’impiego di batterie agli ioni di litio, al fine di diminuire gli ingombri e permettere l'utilizzo di apparati modulari anche in piccole realtà lavorative. La batteria costituisce la componente di un UPS maggiormente soggetta ad usura, ha bisogno di costante monitoraggio e va sostituita, solitamente, ogni tre anni. Inoltre alcuni gruppi di continuità permettono di espandere le celle in modo da aumentare potenza ed autonomia, in base alle esigenze energetiche dell'azienda. La batteria costituisce la componente di un UPS maggiormente soggetta ad usura, ha bisogno di costante monitoraggio e va sostituita, solitamente, ogni tre anni. Inoltre alcuni gruppi di continuità permettono di espandere le celle in modo da aumentare potenza ed autonomia, in base alle esigenze energetiche dell'azienda. La batteria costituisce la componente di un UPS maggiormente soggetta ad usura, ha bisogno di costante monitoraggio e va sostituita, solitamente, ogni tre anni. Inoltre alcuni gruppi di continuità permettono di espandere le celle in modo da aumentare potenza ed autonomia, in base alle esigenze energetiche dell'azienda. L’alimentatore invece provvede a tenere in carica le batterie costantemente prelevando l’energia elettrica da una comune presa di corrente: la tensione verrà trasformata da alternata a continua per soddisfare le caratteristiche delle batterie, mentre la terza componente dell’UPS, l’inverter, converte l’energia accumulata nelle batterie da tensione statica ad alternata e alimenta i dispositivi collegati al gruppo di continuità quando si verificano i presupposti di intervento.

Ma c’è energia ed energia
Prima di descrivere le tipologie di UPS esistenti è bene illustrare, seppure in breve, il funzionamento dell’energia elettrica che viene erogata dalle aziende del servizio elettrico. La corrente elettrica comunemente utilizzata dalle apparecchiature domestiche o d’ufficio come computer, server e monitor ha una forma a sinusoide, che ricorda cioè un’onda. Quella attualmente fornita dalle varie aziende presenti sul territorio non ha in realtà un’andatura sempre precisa, è infatti soggetta a diversi disturbi come abbassamenti o aumenti di tensione, picchi o blackout. Alcuni UPS riescono a modificare l’onda in ingresso rendendola più stabile, tuttavia a seconda dei modelli in commercio esistono diverse tipologie di onda restituita.
I gruppi di continuità destinati al mercato consumer, dovendo offrire buone prestazioni per un costo abbordabile, riescono di solito a restituire un’onda sinusoidale modificata. L’energia elettrica erogata non è precisamente ondulatoria ma viene simulata dall’inverter assumendo la forma di un’onda quadra, che si discosta qualitativamente da quella classica e può essere utilizzata principalmente per dispositivi come PC e altre periferiche, senza particolari esigenze.

Gli UPS più sofisticati, indicati in presenza di apparecchiature delicate e che possono risentire del minimo sbalzo, sono in grado di produrre invece un’onda sinusoidale pura. Questa forma di energia è identica al tipo di tensione erogata dai fornitori nazionali, o meglio a quella che dovrebbe essere in condizioni perfette. I gruppi di continuità più costosi riescono infatti a trasformare la tensione in ingresso in una sinusoide perfetta, migliore rispetto alla fornitura tradizionale, privandola delle interferenze.

Alcuni modelli recentemente commercializzati producono un tipo di energia che si trova ad un livello qualitativo intermedio, conosciuta come pseudosinusoide. È un tipo di corrente elettrica che assomiglia a quella erogata dal fornitore ma non uguale se ben osservata. È presente di solito nei dispositivi che supportano un carico importante e le sue proprietà possono variare a seconda del modello.