Stampato in 3D il primo cuore con tessuto umano

News
24/04/2019 Alessandra Basile 271

Realizzato il primo cuore stampato in 3D con tessuto umano e vasi sanguigni con cellule in grado di contrarsi. Questo segna la prossima era: niente più liste d'attesa per i trapianti d'organi, né rischio di rigetto.

Spesso sulle nostre pagine e su quelle di altre testate giornalistiche specializzate di tecnologia leggi articoli riguardo lanci di prodotto, rumours e leak riguardo l'ultimo smartphone top di gamma che sta per essere presentato sul mercato, oppure ci leggi sciorinare caratteristiche tecniche a non finire. Ecco, questa volta è diverso. Questa volta la tecnologia è veramente importante e porta con sé un aiuto concreto in uno dei temi più spinosi in tema di medicina: i trapianti di organi. Spinosi perché devono sempre fare i conti con due problemi principali: la disponibilità di organi compatibili e il rischio di rigetto da parte del paziente. Ebbene, l’Università di Tel Aviv ha presentato il primo cuore realizzato con una stampante 3D utilizzando tessuto umano. Continua a leggere questo articolo per scoprire tutti i dettagli e come questo preannuncia una rivoluzione nel mondo della bioingegneria.
 

Il primo cuore stampato in 3D

Questo primo stupefacente risultato ha circa le stesse dimensioni del cuore di un coniglio o, comunque, di un piccolo roditore. Ma si tratta, a tutti gli effetti, di un cuore fatto e finito, realizzato usando tessuto umano, collagene e molecole biologiche. Inoltre, a differenza di altri tentativi realizzati in passato, il cuore stampato dall'Università di Tel Aviv è completo anche dei vasi sanguigni e le cellule realizzate sono in grado di contrarsi, simulando quindi il tipico movimento del battito del cuore. Ma come è stato portato a termine il processo?
 

Come è stato realizzato il primo cuore stampato in 3D?

I ricercatori di Tel Aviv hanno prelevato del tessuto adiposo da un paziente umano e hanno poi separato i materiali cellulari da quelli acellulari. A questo punto è iniziata la vera e propria riprogrammazione delle cellule per farle diventare cellule staminali pluripotenti; invece, i materiali acellulari sono stati trasformati dai ricercatori in un idrogel personalizzato che è stato usato come "inchiostro" della stampante 3D, una volta mescolato con le cellule riprogrammate. L'ultimo passaggio è stato dividere le cellule in cellule cardiache o endoteliali per poter creare il cuore. Il processo di stampa è durato circa 3 ore.

Leggi anche "Come lo smartphone può salvarti la vita"
 

I vantaggi della stampa di organi in 3D

Le stampanti in 3D utilizzate in ambito medico vanno a sopperire a due dei principali problemi legati ai trapianti di organi e di cui ti accennavo all'inizio di questo articolo. In primis, con gli organi stampati in 3D potremo dire definitivamente addio alle estenuanti (e a volte letali) liste d’attesa perché verranno realizzati on demand. Non solo, l'altro aspetto che segna un nuovo passo è il fatto che si tratta di organi autologhi, vale a dire realizzati con le stesse cellule del paziente, eliminando il rischio di rigetto dopo il trapianto.
 

Cosa resta da fare?

Ovviamente il risultato presentato dall’Università di Tel Aviv rappresenta un enorme passo avanti, ma c'è ancora molto da fare. In primis, le dimensioni. Infatti, sarà necessario ottenere un numero di nuove cellule riprogrammate ben maggiore per raggiungere le dimensioni di un cuore umano ed integrare l'intero sistema vascolare.
Il passo successivo sarà insegnare ai nuovi cuori a "comportarsi" come tali perché è vero che le cellule realizzate dai ricercatori israeliani sono in grado di contrarsi, ma devono acquisire la capacità di lavorare insieme e pompare sangue. Probabilmente, tutto questo processo durerà una decina d'anni, ma sono queste le notizie di tecnologia che ci piace raccontare e sicuramente continueremo a seguire i progressi della scienza in ambito medico.