Scuola 2.0: le evoluzioni della tecnologia tra i banchi

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14/08/2017 Alessandra Basile 303

Quali sono i vantaggi di Internet nello studio? E come l'utilizzo delle nuove tecnologie a scuola sta cambiando i vari approcci didattici? Ve lo raccontiamo nel nostro speciale dedicato a scuola e high-tech.

Speciale Education
Come amiamo sempre dire, la tecnologia non è mai un male di per sé. Nasce per migliorare e facilitare le vite di tutti noi, per aprire i nostri orizzonti. Ecco perché parlando di tecnologia a scuola non si può parlare di una contaminazione, bensì di un'integrazione e di un'evoluzione. L'utilizzo di nuove tecnologie in classe ha portato a un nuovo concetto, definito Scuola 2.0: si tratta di un processo in cui la scuola, così come l'abbiamo tradizionalmente sempre intesa, si rimette in gioco adottando nuove procedure nella didattica, utilizzando nuovi strumenti, formando i docenti in modo da insegnare agli studenti come tali strumenti debbano essere usati in una maniera corretta.
C'è, infatti, anche chi ha sollevato il dubbio di quali siano gli aspetti positivi e negativi di Internet applicato allo studio. Alcuni sostengono che le tecnologie nelle scuole diano, di fatto, accesso o adito a comportamenti non propriamente consoni dei giovani su web. Qui torniamo alla solita questione: non è contro gli strumenti tecnologici che deve essere puntato il dito, ma contro l’utilizzo umano senza discernimento o, peggio ancora, in mala fede. Il Ministero dell’Istruzione, quindi, ha dato via a un progetto molto interessante: la Scuola Digitale, ossia un piano per fornire accesso agli istituti didattici a strumenti, formazione, contenuti per accompagnare la scuola nella sfida dell'innovazione, per arrivare a quella che viene chiamata la Buona Scuola Digitale. Proprio per dare enfasi ad un uso ragionato e valoriale della tecnologia a scuola. Anche perché non bisogna dimenticare che uno degli aspetti più potenti della tecnologia è il fornire accesso all'informazione. Avere la possibilità di documentarsi, di studiare il passato, di conoscere cosa avviene al di fuori del proprio "piccolo giardino sicuro" permette di crearsi un’opinione critica ed una nostra personale visione del mondo. "Il sapere rende liberi, è l'ignoranza che rende prigionieri", lo sosteneva già Socrate.
Quindi via libera all'applicazione delle nuove tecnologie nella scuola. Anche perché purtroppo sinora il sistema scolastico italiano è risultato più volte antiquato rispetto a quello degli altri paesi europei, fondato su studi che offrivano pochi sbocchi concreti nel mondo del lavoro. Invece le tecnologie a scuola permettono di concretizzare materie come la matematica e le scienze in contesti industriali e high-tech, fornendo ai ragazzi delle vere basi su cui fondare il proprio futuro digitale nel lavoro. In questo speciale vogliamo parlarvi della scuola 2.0, proponendovi sia gli strumenti adatti alle nuove metodologie di studio, sia parlandovi di prodotti informatici "tradizionali" come tablet e computer, ma anche soluzioni più innovative come stampanti 3D e lavagne multimediali. Non solo prodotti: vogliamo raccontarvi di come cambiano le tecnologie didattiche, quali format istruttivi hanno fatto la loro comparsa di recente, come il Ministero intende istruire i giovani verso un uso etico del digitale... Insomma, vi spieghiamo come l'high tech sta cambiando lo studio nelle classi italiane.

I prodotti high-tech per lo studio
Scordatevi l'insegnate alla "vecchia maniera" che, libro di 500 pagine alla mano, passa tra i banchi con studenti chini su volumi di altrettante pagine. Ora si studia sul tablet: comodo, pratico, leggero e funzionale. Il tablet consente una fruizione dei contenuti di testo e multimediali facile e veloce. Vi ricordate quanti bambini andavano a scuola con cartelle che pesavano più di loro? Ecco, vogliamo mettere la praticità di un tablet che in un solo dispositivo permette di salvare tutti i propri libri? Un'alternativa sono sicuramente i notebook o i convertibili 2-in-1. Anche in questo caso, la parola d'ordine è portabilità. Senza ovviamente trascurare la funzionalità perché i migliori computer per studiare devono essere sì leggeri, ma garantire le migliori prestazioni in termini di usabilità e performance.
Non dimentichiamo poi la "dote" tradizionale di base necessaria per un’adeguata scrivania high-tech: stampante (meglio se multifunzione), hard disk esterno per mettere al sicuro i propri dati ed eventuali periferiche come monitor, tastiera e mouse se volete usare un computer desktop.

Una nuova figura: l'Animatore Digitale
Come detto poc'anzi, è importante avviare ed accompagnare gli studenti durante l'utilizzo delle nuove tecnologie a scuola in modo che siano in grado, col tempo, di coglierne in autonomia gli aspetti positivi e negativi e prendere le distanze da quest'ultimi. Il Ministero dell’Istruzione, quindi, ha pensato ad una nuova figura professionale: l'Animatore Digitale. Chi è? E' una sorta di Ambassador del Piano Nazionale per la Scuola Digitale, scelto tra i docenti di ogni istituto.
Gli animatori digitali fanno circolare le informazioni dal Ministero alla scuola e viceversa, istruiscono sulle ultime novità e fanno in modo che docenti e alunni siano sempre aggiornati. Da quando è stato lanciato questo nuovo ruolo, gli animatori digitali si sono auto-organizzati in rete, creando gruppi di discussione sui social network per aiutarsi a vicenda. Perché l'unione fa la forza.

Nuove forme di specializzazione: gli hackathon
La Buona Scuola non vive solo attraverso le classiche quattro mura degli istituti didattici. La tendenza a confrontarsi online con esperti di settore è ormai una consuetudine, specie tra i programmatori web. Spesso queste discussioni sui linguaggi di coding portano a dei gruppi di lavoro, talvolta anche internazionali e sicuramente interdisciplinari, che a loro volta danno via a progetti di sviluppo di nuovi strumenti e piattaforme. Insomma, un sano e proficuo effetto a catena.
Per dar modo ai developer di concentrare dibattiti, seminari o anche gare in un unico contesto spaziotemporale, sono nati gli hackhaton. Da hacker e marathon, contraddistinguono quegli eventi verticali che assomigliano a delle maratone, appunto, di programmazione.
Questi eventi permettono di fare networking, di coltivare contatti che possono rivelarsi utili per la scuola o per il lavoro, anche perché spesso partecipano delle aziende che trovano negli hackhaton delle ottime opportunità per scovare talenti da ingaggiare per i propri progetti.
Questo è solo l'inizio, leggete tutti gli approfondimenti del nostro speciale dedicato all'utilizzo delle tecnologie nella scuola.