Come scegliere il monitor PC: quali sono le differenze nella tecnologia del pannello

Guida all'acquisto
18/10/2018 Danilo Pagnin 18912

Per scegliere il miglior monitor per il tuo PC è necessario conoscere la tecnologia costruttiva dei pannelli: ti spiego cosa significano sigle come LCD, LED, OLED o IPS.

Se devi acquistare un nuovo monitor per il tuo PC avrei sicuramente sentito parlare della tecnologia del pannello: conoscerne le caratteristiche principali può aiutarti nella scelta.
Da molti anni non esistono quasi più in circolazione i vecchi monitor CRT (cathode-ray tube, cioè a tubo catodico), ingombranti, antiestetici e poco ecologici: tutti i pannelli attualmente in commercio sono in ogni caso LCD, cioè a cristalli liquidi (appunto Liquid Crystal Display, da cui il notissimo acronimo). Ciò che li differenzia è il tipo di retroilluminazione e la tecnologia del pannello: vediamo più da vicino di cosa si tratta.
 

Cos'è e come funziona un pannello LCD

Il tradizionale schermo a cristalli liquidi si chiama così perché c'è davvero una sostanza liquida all'interno, intrappolata tra due strati vetrosi con molti contatti elettrici. Controllando tale corrente elettrica si controlla anche il colore assunto dal cristallo liquido: è in questo modo che si possono creare le immagini. Sono schermi LCD quelli delle più semplici radiosveglie, così come quelli di alcuni smartphone, ma ce ne sono di diverso tipo: le sigle TN, VA o IPS, per esempio, indicano diverse possibili implementazioni della tecnologia LCD.
Uno schermo LCD ha, quindi, lo strato di cristalli liquidi, la matrice di circuiti elettrici che li controlla e un pannello luminoso che fornisce la luce necessaria a rendere lo schermo davvero visibile: si tratta della retroilluminazione. Senza questo elemento non vedremmo niente, come se lo schermo fosse spento.
Il pannello per la retroilluminazione negli LCD è sostanzialmente una grande lampada: si parla, infatti, anche di CCFL LCD. Questa tecnologia dominò la prima era degli schermi piatti, mentre oggi si trovano in commercio quasi esclusivamente schermi LED LCD: in questo caso, il sistema di retroilluminazione consiste in un pannello LED invece che della classica lampada, che migliora luminosità e contrasto e consente di costruire schermi molto più sottili e leggeri.
 

Differenze nelle tecnologie del pannello: meglio IPS, VA, TN o MVA?

Se guardi la scheda tecnica di un monitor, troverai quasi sempre il dato relativo alla tecnologia costruttiva del pannello: ti spiego in breve cosa significano le sigle più diffuse.
TN: acronimo di Twisted Nematic, è il pannello più diffuso e comune, con ottimi tempi di risposta (ideale per il gaming) ed economicità costruttiva. Per contro, ha una gamma cromatica meno ampia e minore angolo di visuale rispetto ad altre tecnologie, non ideale per grafica e design.
IPS: acronimo di In-Plane Switching, che indica la disposizione dei pixel sul pannello, è l'evoluzione della TN e migliora sensibilmente gamma cromatica e angolo di visuale. Per contro ha generalmente una reattività minore rispetto alla TN quindi a lungo non è stata considerata la tecnologia giusta per il gaming, anche se questo limite è stato superato in vari modelli LG, Dell e Asus grazie a input lag molto migliorati. Ci sono diverse varianti quali AH-IPS, S-IPS, ecc.
MVA: acronimo di Multi-Domain Vertical Alignment, è l’evoluzione della VA, introdotta da Fujitsu nel 1995 e che non ebbe grande successo. I primi prodotti VA risultarono del tutto simili ai TN, mentre le successive evoluzioni, tra cui la MVA, lanciata da Fujitsu nel 1998, riuscirono nello scopo di migliorare le prestazioni cromatiche e di angolo di visuale dei TN, ottenendo un contrasto statico molto migliore anche rispetto agli IPS.
PVA: acronimo di Pattern Vertical Alignment, è la tecnologia introdotta da Samsung alla fine degli anni ‘90 e che ha consentito, come la MVA, il superamento dei limiti strutturali dei pannelli TN, ottenendo quindi migliore gamma cromatica, più angolo di visuale e un contrasto statico molto elevato, come la “cugina” MVA. Esistono diverse varianti sia della MVA che della PVA: questa tecnologia è risultata particolarmente indicata per la produzione di schermi curvi.
 

Tecnologie OLED e IGZO, ovvero l'evoluzione della specie

Infine, un cenno brevissimo alle tecnologie OLED e IGZO: la prima è utilizzata al momento per i TV, mentre la seconda non ha particolarmente preso piede nel mondo dei monitor PC.
OLED sta per Organic Light Emitting Diode, vale a dire diodo organico a emissione di luce: non è più una lampada ad illuminare i cristalli liquidi ma questi producono per così dire luce da soli al passaggio di una carica elettrica. La qualità dell'immagine migliora, ma il prezzo resta un po’ alto.
Uno schermo IGZO è invece uno schermo LED con un nuovo tipo di transistor: i monitor IGZO utilizzano una tecnologia avanzata per ottenere schermi più sottili, più luminosi e dai colori più precisi, che consumano anche meno elettricità. Per questo sono stati usati su alcuni smartphone e possono essere montati su ogni genere di dispositivo, ma di fatto i monitor IGZO sono poco diffusi perché il prezzo resta molto alto. A meno di esigenze molto particolari, uno schermo con questa tecnologia non è consigliabile, considerato l'investimento che rappresenta.