Pagare in Bitcoin si può? Ecco come funzionano e dove si usano

Guida all'acquisto
25/09/2017 Danilo Pagnin 2014

I Bitcoin nascono dalle possibilità dell'era digitale, con l'idea di creare una valuta parallela al circuito monetario tradizionale: vediamo dove si può comprare in bitcoin.

Forse non sarà stata la volontà di fare la rivoluzione, che animò le speranze degli hippies e dei contestatori di varia natura degli anni 60 e 70, ciò che ha portato alla nascita dei Bitcoin: tuttavia questa invenzione si pone in alternativa ai circuiti monetari tradizionali e potrebbe rappresentare una spina piantata nel cuore stesso del cosiddetto Sistema. Una valuta a sé, costruita sulle possibilità dell'era digitale che qualora prendesse piede potrebbe rappresentare la base di un sistema economico nuovo e parallelo, sganciato dal sistema monetario internazionale. Vediamo di cosa si tratta e cosa si può comprare in Bitcoin.
 
Bitcoin: breve storia e caratteristiche
L'origine dei Bitcoin conserva un'aura di mistero: il creatore infatti si cela dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Donna, uomo, gruppo finanziario occulto? Nessuno sa esattamente di chi si tratti. L'inventore di questa criptovaluta, implementata cioè su un algoritmo criptato per garantirne la sicurezza, resta avvolto dal'anonimato, alimentando leggende metropolitane molto deep web. Quel che è certo è che il primo software per la creazione e l'utilizzo dei Bitcoin è stato distribuito nel 2009, che rappresenta l'anno di nascita ufficiale di questa valuta.
Non c’è una Banca Centrale o un Governo che la controlla: il bitcoin è totalmente svincolato dal Sistema Monetario in vigore in tutte le economie del mondo. Per questo potrebbe essere il sogno postumo di hippies e rivoluzionari degli anni caldi del '900: svincolarsi delle logiche del Mercato e dare vita ad un'economia nuova, basata sulla parità di diritti e la totale trasparenza dei vari attori che interagiscono, senza l'interazione di banche e Autorità, insomma fuori dal Sistema.
Lo scambio dei Bitcoin non ha una gerarchia, con un server centrale governato da qualcuno che ha il compito di gestirne il flusso e a cascata tutti i vari client privati: è tutto basato esclusivamente sul Peer-to-Peer, la stessa logica con cui ci si scambiano miliardi di canzoni, video e software in tutto il mondo, da utente ad utente, da PC a PC.
Bitcoin: come si comprano e come funzionano
Ma come fai ad acquistare dei Bitcoin e a utilizzarli per acquistare on-line (ma non solo)? Anzitutto collegati al sito web bitcoin.org (esiste anche in versione italiana), dove si può scaricare il software (versioni per Mac OS, Linux e Windows) e ottenere tutte le informazioni relative al funzionamento di questa "moneta". La sicurezza delle transazioni è garantita da una sorta di registro virtuale (Transaction Chain) dove sono tracciate tutte le transazioni effettuate in bitcoin, condiviso da tutti gli utenti e che può quindi essere da tutti verificato. Esiste naturalmente il rischio di truffe: per questo è stata introdotta una forma di controllo attraverso un altro registro, il Blockchain, anch'esso condiviso da tutti gli utenti della rete bitcoin. Non ci dilungheremo nella spiegazione del funzionamento di questi registri: quel che conta è che i volumi di scambio in questa moneta sono sempre più elevati, tanto da attirare l'attenzione di tutte le Banche Centrali e Governi, tra cui la Cina, che recentemente ha definito i bitcoin "una minaccia seria per l'ordine economico e finanziario" e ha bloccato gli scambi di Borsa delle criptovalute, di cui i bitcoin sono la più importante e diffusa. Usando un linguaggio post-marcusiano, potrebbe essere una sorta di "vendetta del Sistema" che, nel bene e nel male, ha ancora lo scettro del comando saldamente in mano.
 
Dove puoi spendere i bitcoin?
Oltre ai già citati scambi tra utente ed utente, i bitcoin sono ufficialmente ammessi come valuta di pagamento da esercizi commerciali, enti pubblici e privati, strutture turistiche e molto altro.
Per acquistarli, ti puoi rivolgere ad un Agente di Cambio (perché il Bitcoin ha una sua quotazione ufficiale, a dispetto della sua logica originaria "alternativa"), oppure su Internet da siti specializzati (per esempio Bitboat), con una modalità non molto diversa dalle ricariche di telefonia mobile; o ancora attraverso ATM, cioè delle specie di Bancomat in cui si inseriscono soldi "ufficiali" (Euro, nel nostro caso) e si ottiene un accredito sul proprio portafoglio elettronico del valore del bitcoin quotato ufficialmente, attraverso un wallet sul nostro smartphone, PC o tablet. Ne esistono in varie città italiane, tra cui Milano, Firenze, Pisa.
Sono inoltre in moltiplicazione i siti internet in cui si può acquistare in Bitcoin: sul sito di bitcoinquotidiano esiste un elenco con gli esercizi commerciali in cui viene accettata questa moneta, tra cui agriturismo, bar, sexy-shop, yoga center e molti altri.
Un caso è stato quello dell'Università di Nicosia, a Cipro, in cui vengono ammessi già da alcuni anni i pagamenti delle rate universitarie in bitcoin.
Un primo passo per uscire dal Sistema partendo dal suo motore primario (il denaro) o semplicemente una nuova forma di pagamento più trasparente e "democratica"? Probabilmente più la seconda della prima, ma lasciamo al futuro la risposta definitiva.