Libra, chi è già salito sul carro della criptovaluta Facebook e chi mette i bastoni tra le ruote

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02/07/2019 Alessandra Basile 385

A due settimane dal proclama di Zuckerberg diversi colossi mondiali hanno già aderito alla criptovaluta Facebook che, però, sta già avendo diversi problemi. Scopri tutto nel nostro articolo. 

Sono passate esattamente due settimane da quando Mark Zuckerberg ha annunciato sulla sua pagina Facebook che presto prenderà vita Libra, una nuova criptovaluta tutta targata Facebook. A Mark piace sempre fare grandi proclami e, infatti, anche a questo giro non si è smentito, dichiarando che l'obbiettivo di questa valuta è quello di diventare una sorta di moneta universale che possa abilitare ai pagamenti qualcosa come 1,7 miliardi di adulti che sono al di fuori del sistema finanziario. Infatti, di questi circa un miliardo possiede uno smartphone, quindi perché non abilitarli ai pagamenti online tramite Facebook? Come sempre, le dichiarazioni del fondatore di Facebook non cadono mai nel vuoto e in poco tempo hanno già raccolto critiche e consensi. Ma vediamo prima come funzionerà Libra, la criptovaluta di Facebook.
 

Come funzionerà Libra

Libra sarà una criptovaluta basata sulla tecnologia della Blockchain e dovrebbe essere operativa nel 2020. L’obiettivo di Zuckerberg è limitare i tipici rischi delle monete digitali che sono facilmente soggette ad oscillazioni, anche forti. Da qui il nome Libra (in latino, bilancia). Infatti, la nuova valuta Facebook è garantita da titoli di stato e da depositi bancari. Inoltre, il sistema di Blockchain non sarà aperto a tutti ed il sistema di controllo delle transazioni passerà da alcuni enti certificati.
Per dar vita alla nuova criptovaluta, è nata (o sta per nascere? Lo vediamo meglio dopo) Libra Association con sede a Ginevra. Del suo board vi fanno parte ovviamente Facebook ma anche la sua nuova sussidiaria, chiamata Calibra che gestirà concretamente la nuova criptovaluta Libra. In particolar modo, darà vita ai servizi digitali per usarla su piattaforme come WhatsApp e Messenger. Infatti, tutto questo nasce dall'idea di Zuckerberg di permettere alle persone di scambiarsi denaro facilmente come ora siamo abituati a condividere una foto su un’app di messaggistica istantanea. Oppure, di usare Libra per pagare i propri acquisti su piattaforme online.
 

Chi è già con la criptovaluta di Facebook

Libra preannuncia di pensare in grande, infatti diversi colossi mondiali sono già saliti sul carro di questo progetto che sta facendo parlare di sé. Tra questi si annoverano nomi del calibro di PayPal, Mastercard, Visa per rimanere in ambito finanziario. Ma l'elenco non si ferma qui, ci sono anche le compagnie di TLC come Vodafone e Iliad, ma anche piattaforme come eBay e Spotify. Quindi, Libra non ha ancora visto la luce, e già i colossi del mondo vogliono essere della partita.
 

Libra non sta bene a tutti

Ogni grande proclama porta con sé anche dei detrattori. Libra ne ha già diversi. In primis, Maxine Water, Presidente del Comitato per i Servizi Finanziari della Camera degli Stati Uniti, che ha chiesto di fermare il progetto della criptovaluta Facebook per poterlo riesaminare in toto, con un occhio di riguardo alle aziende che intendono parteciparvi.
C’è anche chi ha già sollevato qualche dubbio in merito al fatto che una valuta, seppur digitale, venga messa nelle mani di una società che è stata protagonista di uno scandalo dovuto alla vendita illecita dei dati dei propri utenti (mi riferisco, ovviamente, al caso Cambridge Analytica). Cosa farà Facebook dei dati relativi alle transazioni economiche?
Inoltre, Il Sole 24 Ore ha svelato che all'indirizzo dichiarato a Ginevra non c'è alcuna traccia della Libra Asssociation. Ma Zuckerberg ha detto che sta procedendo con la registrazione della società in questi giorni.
Non è tutto qui, pare ci sia in essere anche un’accusa di plagio perché il logo di Calibra è uguale a quello di un'altra società già esistente, Current.
Infine, qualche sopracciglio è stato sollevato anche tra gli ambientalisti. È noto che il data mining richieda enormi quantità di energia. Sebbene Libra dovrebbe essere energeticamente più efficiente dei Bitcoin perché richiede una minore potenza di calcolo, si prospetta che a regime possa consumare quanto un'intera nazione.

Insomma, da qui all'anno prossimo se e quando Libra vedrà veramente la luce si prospettano un sacco di chiacchiere riguardo la criptovaluta Facebook. E tu invieresti denaro ai tuoi amici tramite un messaggio su Messenger?