Lavatrice a vapore: cos'è e come funziona

Guida all'acquisto
23/05/2018 Maria Antonia Frassetti 2824

Quali sono le migliori lavatrici per il bucato? Le lavatrici a vapore rappresentano una valida soluzione per forza pulente, capacità igienizzante e risparmio energetico. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Ormai quasi ovunque si sente parlare di tecnologia a vapore. Pensiamo alle nostre case: dai sistemi di pulizia (come le scope elettriche e i pulitori) agli apparecchi per cuocere gli alimenti (forni tradizionali e microonde), passando dalle lavastoviglie da incasso fino ad arrivare alle lavasciuga e alle asciugatrici, tutti i principali elettrodomestici si sono evoluti nel tempo per sfruttare le proprietà del vapore, in aggiunta o in alternativa all’acqua corrente. Gli impieghi sono davvero tanti, così come i vantaggi che ne derivano.

Oggi ti voglio parlare della lavatrice a vapore. Ti sembrerà strano, ma è proprio così: in commercio esistono macchine che lavano il bucato con il vapore! Non sto parlando della cosiddetta funzione refresh che è possibile trovare in alcuni modelli di lavatrici: quest’opzione consente di “rinfrescare” nel giro di pochi minuti capi asciutti (già indossati, ma ancora puliti) utilizzando il vapore per rimuovere cattivi odori e pieghe antiestetiche. Nelle lavatrici a vapore, invece, esistono interi programmi di lavaggio che si basano sull’immissione di vapore nel cestello. Ecco come funzionano e quali sono i vantaggi.
 

Lavaggio a vapore: funzionamento

Dal punto di vista strutturale, c’è da dire che ogni produttore ha implementato e integrato questa tecnologia in maniera diversa. Cambia anche il modo di nominarla: per esempio, in una lavatrice Whirlpool possiamo trovare il sistema “Aquasteam”, in una lavatrice Electrolux lo “SteamSystem”, in una Miele lo “SteamCare”, e così via. Denominazioni diverse a seconda dei brand, ma stesso meccanismo di base: all’interno del cestello è presente un tubo collegato ad un generatore che eroga acqua vaporizzata in piccole quantità, a temperatura e pressione controllate. 

Il rilascio del vapore può avvenire durante il ciclo di lavaggio, oppure soltanto nella fase iniziale o quella finale. A contatto con l’umidità, il detersivo viene nebulizzato, disperdendosi nel vapore acqueo: in questo modo, sotto forma di minuscole particelle, il sapone riesce a penetrare in profondità nelle fibre del tessuto, rimuovendo facilmente le macchie di sporco più ostinate.
 

Lavatrice a vapore: quali sono i vantaggi?

Ho appena accennato all’efficacia pulente, ma questo non è l’unico beneficio. Un altro effetto positivo da considerare è l’impatto sui consumi energetici: poiché la macchina riscalda solo limitate porzioni di acqua alla volta per generare il vapore, la capacità idrica richiesta è inferiore rispetto a quella di un lavaggio tradizionale. Non sono nemmeno necessarie alte temperature, in quanto la produzione di vapore è possibile già a 30 gradi °C: il risparmio complessivo su acqua e elettricità, quindi, non è da sottovalutare. Più in generale, ricordati sempre che le migliori lavatrici dal punto di vista energetico sono quelle in classe A e superiore.

Il lavaggio a vapore, inoltre, proprio perché lavora anche a basse temperature e con programmi brevi, è molto più delicato sugli indumenti, che tendono a usurarsi meno e a conservare nel tempo i colori brillanti e accesi (inclusi i neri), come appena acquistati. Non dimentichiamoci poi della forza igienizzante del vapore sul bucato, ma anche sul cestello, fondamentale per prevenire la proliferazione di batteri e allergeni, così come la formazione di cattivi odori, in modo completamente naturale. Veniamo all’ultimo vantaggio delle lavatrici a vapore: quest’ultimo ha la capacità di distendere i tessuti, quindi di lasciare i vestiti morbidi e non troppo spiegazzati al termine del programma. Il risultato? Anche utilizzando poco ammorbidente, si fa meno fatica a stirare. E se proprio non ami questa attività o non hai tempo, potrai dire definitivamente addio al tuo ferro da stiro.