Game streaming, arriva anche Google: le console moriranno?

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23/04/2019 Danilo Pagnin 360

La recente presentazione della piattaforma cloud Stadia per giochi Google rimette in tavola una domanda che si aggira da tempo nel mondo dell’informatica: le console esisteranno ancora?

"Cerca su Google" è una specie di mantra che abbiamo ormai interiorizzato e che suona come la risposta automatica a (quasi) tutte le domande per le quali cerchiamo una risposta rapida, ovunque ci troviamo, ma a breve anche giocare su Google sarà un'allocuzione che ha tutte la carte in regola per diventare molto familiare per gli appassionati, ma non solo. A marzo di quest'anno in fatti Google ha presentato la sua piattaforma per giochi on-line Stadia, con lo slogan "costruire una piattaforma gaming per tutti", alla Game Developers Conference (GDC) di San Francisco: senza bisogno di una console o di un PC, sarà possibile accedere ad un'ampia gamma di giochi sfruttando l'infrastruttura Google. Ma vediamo più da vicino la nuova piattaforma a per giochi Google.

Stadia, gaming per tutti a 10,7 teraflop

Che Google stesse facendo sul serio nel settore gaming lo si era capito quando nel 2018 era salito a bordo Phil Harrison, ex "pezzo da 90" di Xbox e PlayStation. Ecco quindi lo sviluppo poi il debutto di Stadia al GDC di San Francisco, a marzo di quest'anno. Assassin’s Creed Odissey è stato il primo gioco testato pubblicamente usando i servizi di Google, ma non è certo l'unico che subirà dei pretest prima del lancio definitivo della piattaforma. Ma come battere i colossi del settore streaming, come Project xCloud, HP Omen Game Stream o PlayStation Now? Perché dovresti preferire Stadia? Google metterà sul tavolo tutta la potenza di fuoco garantita della sua gigantesca infrastruttura, quindi anzitutto verrà utilizzato YouTube per la sua espansione, dove già sono disponibili vari clip dei giochi che verranno lanciati. L'accesso immediato al proprio enorme database, garantito con un lag ridotto al minimo, consentirà di essere quanto più vicini possibile a tutti gli altri giocatori, in qualsiasi parte del mondo siano. La collaborazione con AMD per implementare le GPU x86 montate su ciascun server consentirà, secondo quanto dichiarato dall'azienda di Mountain View, di disporre di 10,7 teraflop di potenza, contro i 7,2 di PS4 Pro e i 6 di Xbox One X.
 
Da spettatori a giocatori
Uno degli scopi di Stadia dovrebbe essere quello di avvicinare il mondo degli spettatori a quello dei giocatori: se stai guardando una sessione di gioco e ti appassiona, in qualsiasi momento potrai entrarne a far parte, semplicemente premendo il pulsante "play now". Verrai indirizzato automaticamente all'acquisto del gioco ed entrerai quindi nel vivo della battaglia nel punto in cui la stavi seguendo, senza dover effettuare aggiornamenti e download. Google ha anche sviluppato un apposito controller, in grado di collegarsi in Wi-Fi con i database centrali e con vari plus a disposizione, tra cui un pulsante per acquisire istantaneamente, salvare e condividere la partita, nonché un microfono e un bottone per attivare Google Assistant.
Uno dei primi giochi che verranno lanciati sarà Doom Eternal, ma l'azienda non ha intenzione solo di "streamingare" giochi altrui, ma anche (e forse soprattutto) di crearseli in casa: è in progress la creazione di Stadia Games and Enterteinment, cioè il proprio studio di sviluppo di titoli proprietari da immettere nella piattaforma, sotto la regia della "guru" Jade Raymond, ex-Sony e Ubisoft, passata di recente a Mountain View.
 
Le console moriranno?
Lo spettro che da tempo si aggira tra gli appassionati e gli addetti ai lavori nel mondo gaming è: ma le console in futuro avranno ancora senso? Domanda che rimbalza ancor più rumorosamente dopo la presentazione di Stadia a San Francisco. Ma anzitutto occorre tener conto delle infrastrutture di rete a disposizione: per assicurarsi i 4K con 60fps nonché l'audio surround con supporto all’HDR promessi da Google per il lancio della piattaforma, è necessario disporre di una larghezza di banda che garantisca 30Mbps di connessione stabile, cioè qualcosa che non rappresenta esattamente lo standard in un Paese come l’Italia (figuriamoci per i Paesi in via di sviluppo), ostacolo di per sé non trascurabile per chi sta facendo dell'universalità il proprio slogan. Oltre a ciò, sarà tutto da verificare il gradimento da parte del popolosissimo ma volubile esercito dei gamers per Stadia e gli annunciati giochi Google: c’è sempre una certa diffidenza infatti da parte di questo mondo per le roboanti novità e gli squilli di tromba, soprattutto se provenienti da player che fino a poco tempo fa erano piuttosto laterali rispetti agli storici colossi del settore. Inoltre i produttori di Console non stanno certo a guardare: si parla già di Playstation 5, con risoluzione "stellare" in 8K, audio 3D e dischi SSD. Insomma è presto per celebrare i funerali delle console, ma di certo l'evoluzione porta verso la centralità del giocatore-persona rispetto alle macchine: si gioca ormai sempre più spesso attraverso uno smart TV piuttosto che da un tablet o uno smartphone, Amazon stessa sta lavorando ad una piattaforma simile, e non è forse lontanissimo il giorno in cui vi sarà il distacco definitivo tra giocatore e supporti fisici, così come già è in parte avvenuto per musica, film e libri.