Fatturazione elettronica 2019: le 5 cose da sapere

Guida all'acquisto
27/12/2018 Danilo Pagnin, Alessandra Basile 2826

Col decreto fiscale 2019 viene introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica già in vigore per la Pubblica Amministrazione: ecco le 5 cose da sapere per non farsi trovare impreparati.

Dal 1° gennaio 2019 scatterà l'obbligo di emissione di fattura elettronica per tutte le aziende che vendono beni o servizi ad altre aziende, a titolari di Partita Iva ma anche a consumatori che, per esigenze personali, desiderassero la fattura anziché uno scontrino (tecnicamente chiamato corrispettivo). In pratica si tratta dell'estensione della normativa già in vigore per la Pubblica Amministrazione, quando anche in Italia era stata recepita la direttiva europea concernente la fatturazione elettronica, al fine di una razionalizzazione e (soprattutto) di una maggior tracciabilità degli acquisti da parte degli enti pubblici (obbligo in vigore dal 31 marzo 2015, con l'introduzione della Legge 244/2007). Lo scopo ultimo resta la trasparenza e la lotta all'evasione fiscale: ma vediamo più da vicino le 5 cose da sapere per capire cosa sia la fatturazione elettronica 2019.
 

1. Come funziona la fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture nato per eliminare definitivamente il supporto cartaceo, con tutti i relativi costi aggregati.  Tecnicamente le fatture elettroniche devono essere create in formato XML ed è necessario apporre alcuni campi obbligatori come la data e la firma digitale. Successivamente all'emissione, la fattura deve essere inviata tramite l'SDI (Sistema di Interscambio) istituito dal Ministero di Economia e delle Finanze che fornisce una ricevuta dell'avvenuta trasmissione. A quel punto, fattura e ricevuta di trasmissione devono essere conservate per legge per un periodo di 10 anni.
Per scaricare una fattura emessa in formato elettronico, occorre aprire un cassetto fiscale presso l'Agenzia delle Entrate, che comporta l'acquisizione del codice univoco da comunicare in fase di acquisto: si potranno così visionare e scaricare i propri documenti accedendo a questa casella. Il processo è tracciato e trasparente, e ciò dovrebbe ridurre l'evasione fiscale e aumentare la trasparenza nelle transazioni.
 

2. Per chi è in vigore l'obbligo di fatturazione elettronica

Dal 1° marzo 2015 sono obbligati a questo tipo di fatturazione le scuole di ogni ordine e grado, aziende e amministrazioni dello Stato, Regioni, Province, Comuni, Ministeri, agenzie fiscali e altri enti quali Anas, il Gruppo Equitalia, ecc. Oltre a queste, dal 1° gennaio 2019 saranno obbligate anche tutte le aziende private che vendono beni o servizi a terzi: vi sarà quindi l'obbligo di questa modalità per qualsiasi transazione B2B ma anche verso un consumatore qualora lo richieda (per esempio, puoi richiederla se acquisti un bene soggetto a detrazioni fiscali).
 

3. Chi è escluso dall'obbligo di fatturazione elettronica

L'obbligo di emissione di fattura elettronica B2B, cioè la cosiddetta fatturazione elettronica 2019, non riguarda alcuni soggetti, come evidenziato dal testo che regolamenta il processo. Sono anzitutto escluse le fatture emesse verso soggetti esteri, sia comunitari che extra-comunitari. Un avvocato di Lugano potrà acquistare un monitor o una stampante su un sito di e-commerce italiano senza che sia necessario emettere fattura elettronica B2B, per fare un esempio. Saranno esclusi anche farmacisti, medici e operatori sanitari per le operazioni effettuate attraverso Tessera Regionale dei Servizi (per scarico fiscale). Sono poi esclusi altri soggetti specifici, tra cui le Associazioni Sportive Dilettantistiche: l'elenco completo è disponibile visionando il testo completo della normativa.
 

4. Cosa cambia per il consumatore con la fatturazione elettronica 2019

A meno che tu non abbia una particolare esigenza che determini la necessità di avere una fattura per l'acquisto di un bene (per esempio, usufruire di una detrazione fiscale per l'acquisto di elettrodomestici in classe A+ associato ad una ristrutturazione edile) , se sei un consumatore non cambierà sostanzialmente nulla. Se acquisti in un punto vendita fisico non ti accorgerai neppure di questo cambiamento normativo: su un sito di e-commerce invece nel processo di acquisto potresti trovare voci specifiche che ti inviteranno a segnalare l'esigenza di fattura anziché corrispettivo (cioè scontrino nominale o nota di vendita). Se fino ad oggi su un sito Internet eri registrato con codice fiscale e ti veniva automaticamente emessa sempre una fattura, effettuando acquisti dal 1° gennaio 2019 dovrebbe esserti data la possibilità di ottenere la fattura solo su richiesta. Meglio quindi fare particolare attenzione selezionando la modalità che comporta l'emissione del corrispettivo (= scontrino) qualora prevista esplicitamente in fase di acquisto.
 

5. La fatturazione elettronica è davvero utile?

Un giudizio sugli effetti della fatturazione elettronica 2019 è ovviamente ancora impossibile: guardando all'esperienza della normativa del 2015, a  più voci nel mondo dell'economia e della politica l'adozione della fatturazione elettronica alla PA era stata accolta con entusiasmo. Non si tratta infatti di una questione meramente tecnica, che riguarda l'emissione e l'invio di un documento digitalizzato, bensì di una filiera completa che mira alla trasparenza e all'efficienza. Gli enti locali coinvolti nella normativa del 2015 erano stati 12 mila e questo tipo di fatturazione ha comportato vantaggi in termini di tempo, di semplificazione dei processi e, soprattutto, di denaro per lo Stato grazie a un più attento controllo della spesa. Una volta risolti i problemi tecnici che ogni nuovo processo di questo tipo comporta, è ragionevole pensare che vi saranno vantaggi simili anche nella fatturazione B2B.