Entra in vigore la nuova etichetta energetica: 5 cose da sapere

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11/02/2021 Danilo Pagnin 5029

Dal 1° marzo 2021 sarà obbligatorio comunicare l'efficienza energetica di alcune categorie di elettrodomestici con una nuova etichetta energetica: ti spiego 5 cose che devi sapere.

Nella scelta di un elettrodomestico ci siamo abituati a considerare l'efficienza energetica tra le principali discriminanti di acquisto. Non è sempre stato così: 30 anni fa non si usava alcuna etichetta energetica, poi abbiamo familiarizzato con sigle quali A, B, A+, A++ eccetera, con una classificazione in vigore da circa vent’anni, che implica la presenza di un’etichetta energetica nella confezione del prodotto. Sono sicuro che quando hai acquistato la tua ultima lavatrice o lavastoviglie hai dato almeno un’occhiata alla classe di efficienza energetica, pensando (giustamente) che più alta era, meno energia elettrica avresti potenzialmente consumato. Ora si cambia nuovamente: dal 1° marzo 2021 sarà obbligatorio esporre una nuova etichetta energetica su una serie di elettrodomestici, che già da settembre 2020 è obbligatorio inserire accanto a quella vecchia nella confezione del prodotto qualora questo abbia le caratteristiche indispensabili per ottenere la nuova classificazione. Tuttavia, fino al 28/2/2021 sarà ancora in vigore la vecchia etichettatura. Alcuni grandi brand del mondo degli elettrodomestici stanno facendo già da tempo un importante lavoro per comunicare ai loro clienti quello che sta per succedere: tra questi, sicuramente Samsung, LG, Electrolux. Ma che differenza c'è tra le due etichette? C’è corrispondenza tra le classi di efficienza energetica? Potranno essere ancora venduti prodotti con solo la vecchia etichetta? Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, nella mia guida ti spiego 5 cose che devi sapere.
 

Quali sono le categorie coinvolte nella nuova etichetta energetica?

La nuova classificazione dell’efficienza energetica riguarda lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, televisori, monitor, congelatori, cantinette vino e illuminazione a LED (lampadine, faretti, lampade d’ambiente, ecc.). L’elenco di queste categorie è il risultato di una valutazione sul reale impatto energetico quotidiano di alcuni prodotti rispetto ad altri, che può dipendere dalla frequenza di utilizzo oltre che dal numero di ore di accensione (pensa per esempio ad un televisore, che in certi contesti resta acceso anche molte ore al giorno).
 

Come viene calcolata la nuova classe di efficienza energetica?

Il legislatore (in questo caso, il Parlamento Europeo) ha definito nuovi parametri per la valutazione dell’efficienza energetica per le categorie ricordate sopra. L’esigenza era quella di parametrare con maggior precisione l’impatto ambientale degli elettrodomestici, che deve essere più chiaro per il consumatore e ad un tempo più completo. Per fare un esempio, ci si era resi conto che una consistente percentuale delle lavatrici in commercio era classificata come A+++, pur essendoci tra di esse importanti differenze.  Questo perché i parametri in vigore per il calcolo della vecchia etichetta consentivano di ottenere questo risultato nonostante queste differenze: i nuovi parametri sono più completi e sofisticati e consentono di attribuire al prodotto una classificazione più “obiettiva” sulla reale efficienza energetica.
Ti faccio alcuni esempi dei nuovi criteri di classificazione:
- Per le lavatrici, è stato introdotto il cosiddetto test “eco-40-60” che valuta il consumo a pieno carico, oltre che mezzo e ¼ di carico;
- Per i frigoriferi si considerano variabili quali il numero e il volume degli scomparti oltre alla tecnologia di funzionamento;
- Per TV e monitor, nella nuova etichetta compare il consumo dell'apparecchio quando utilizza la tecnologia HDR.
 
Scompaiono le sottoclassi A+/++ eccetera: la nuova scala va da A (elevata efficienza) fino a G (bassa efficienza). Ti ricordo che la classe energetica calcolata con nuovi parametri non è l'unica novità della nuova etichetta: inquadrando un QR code, ad esempio, il consumatore può ottenere informazioni aggiuntive disponibili sul database europeo Eprel, che tutti i fornitori devono obbligatoriamente compilare. Inoltre, viene ampliata la gamma di informazioni disponibili sull'etichetta stessa in merito a rumorosità, cicli di lavaggio, ecc. 
 
 

Esiste una tabella di conversione tra vecchia e nuova etichetta energetica?

No. La nuova etichetta nasce proprio con l’esigenza di andare oltre quella vecchia, offrendo al consumatore un’informazione più esaustiva e trasparente sul reale consumo di un elettrodomestico nella gestione quotidiana. Per darti un’idea, al momento sono davvero pochi i prodotti classificabili come classe A secondo i nuovi parametri, mentre prodotti attualmente classificati come classe A+++ secondo la vecchia etichetta potrebbero essere ricollocati in classi di attribuzione diverse se testati con i nuovi criteri. Per aiutarti nella scelta di un prodotto, ti posso dire che una una classe energetica D secondo la nuova classificazione significa buona efficienza energetica. Tieni anche conto, infine, che oltre alla nuova etichetta energetica, la normativa prevede l’introduzione di nuove regole per la produzione, che deve essere eco-compatibile e prevedere requisiti "a posteriori" quali la disponibilità di pezzi di ricambio, servizi post-vendita, ecc.
 

Quale impatto ha la nuova etichetta sui consumi energetici?

L’impianto normativo che ha originato la nuova etichetta energetica nasce come stimolo all’innovazione in senso ecologico dei prodotti che determinano i più alti consumi in ambito domestico. Dalle stime della Commissione europea, la migliore efficienza energetica di queste categorie di elettrodomestici dovrebbe portare ad una diminuzione sensibile dei consumi nel tempo, via via che nelle case saranno sempre più diffusi. Alcuni esempi: l’obiettivo europeo è di ridurre entro il 2030 di 2,1 TWh i consumi elettrici per le lavastoviglie, 5 TWh per le lavatrici insieme al risparmio di 711 milioni di metri cubi nel consumo di acqua.

Dopo il 1° marzo ci saranno ancora prodotti con la vecchia etichetta?
Sì. La normativa è stata emanata due anni fa e i produttori hanno autonomamente deciso quali prodotti aggiornare, rendendoli compatibili con le nuove normative, e quali lasciare con solo la vecchia etichetta energetica. Questi ultimi potranno essere però venduti fino al 30 novembre 2021, data oltre la quale nel mercato potranno trovare posto solo prodotti con la nuova etichetta. Unica eccezione sono le cosiddette “sorgenti luminose”, cioè lampade, lampadine e faretti a LED, che dovranno adottare la nuova etichettatura solo a partire da settembre 2021. In questi mesi potrai quindi vedere prodotti in classe A+++ insieme ad altri in classe D, sia in un punto vendita che su un sito di e-commerce: fai bene attenzione a quale tipo di classificazione si tratta, per non prendere, come si suol dire, lucciole per lanterne.