CPU Intel di sesta generazione: come cambia l'ambiente di lavoro

Guida all'acquisto
28/12/2016 Maria Antonia Frassetti 566

La sesta generazione dei processori Intel Core modifica sensibilmente il modo di lavorare nelle aziende di qualsiasi dimensione, riuscendo a rispondere con efficacia alle esigenze dei contesti professionali moderni. Vi spieghiamo in che modo.


Con le CPU di sesta generazione, il cui nome in codice è Skylake, Intel propone una famiglia di processori Core i3, i5 e i7 potenti e versatili, sia per PC desktop che per dispositivi portatili. Tra i vari modelli facenti parte della gamma, gli Intel Core vPro rappresentano una soluzione all’avanguardia sotto diversi punti di vista, pensata specificatamente per tutti i computer ad uso professionale, anche di tipo mobile (serie Intel Core M vPro): desktop fissi tradizionali, All-In-One, Mini PC, notebook, ultrabook e device convertibili, a seconda del lavoro da svolgere. Ma perché un’azienda dovrebbe adottare e integrare la tecnologia Intel Core di sesta generazione nel proprio sistema IT? Innanzitutto, poiché la struttura comune di questi processori è un’architettura a 14 nm, le prestazioni dei computer su cui sono installati sono fino a 2,5 superiori rispetto a quelle di un vecchio PC di 5 anni fa, con una velocità di riavvio di soli 0,5 secondi. Inoltre, la batteria dura 3 volte più a lungo, mentre la resa grafica è addirittura 30 volte migliore.

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Ma non è soltanto una questione di potenza e di performance migliorate. Disporre di un computer più efficiente vuol dire sicuramente lavorare meglio e più velocemente, quindi permettere ad un’azienda di essere più produttiva e competitiva nel proprio mercato di riferimento. Le CPU Intel Core di sesta generazione offrono anche ulteriori vantaggi, che non possono essere ignorati dalle aziende, più o meno grandi, di oggi. Questi vantaggi sono strettamente connessi alle sfide e alle esigenze che caratterizzano – e modificano –  sempre di più i contesti professionali di tutto il mondo. Tra queste, solo per citarne qualcuna: la necessità di maggiore sicurezza per la protezione dei dati personali e aziendali, la possibilità di lavorare comodamente in modalità wireless ovunque ci si trovi, oppure ancora l’esigenza di migliorare la collaborazione tra i dipendenti in realtà sempre più delocalizzate e decentrate. 
I processori Intel Core vPro di sesta generazione sono state progettate proprio per soddisfare queste aspettative: riassumendo, grazie alle tecnologie integrate è possibile lavorare con chiunque, da qualsiasi luogo, senza cavi e in tutta sicurezza, massimizzando la produttività e riducendo al minimo ritardi o inefficienze. Vediamo nel dettaglio in che modo.

Intel Authenticate: sicurezza ottimizzata tramite hardware  
Ormai è un dato di fatto: quotidianamente le aziende si trovano a dover affrontare problemi di sicurezza (e i costi ad essi associati) legati a episodi sempre più diffusi di cybercrime, cracking delle password, phishing o scraping. 
Le password alfanumeriche di otto caratteri da modificare ogni 90 giorni - per quanto complesse -potevano andare bene fino a qualche anno fa, ma oggi sono inappropriate, perché troppo vulnerabili: infatti, il livello di sofisticazione degli attacchi informatici sì è talmente evoluto e perfezionato nel tempo che un unico sistema di sicurezza basato esclusivamente su software non è più sufficiente. In che modo, allora, si può prevenire e contrastare l’utilizzo improprio, se non il furto vero e proprio, delle credenziali dei dipendenti all’interno di un’azienda? Intel ha sviluppato una soluzione all’avanguardia, ovvero un sistema di sicurezza ottimizzata tramite hardware che integra più fattori rafforzati di identità che lavorano in contemporanea. 

Stiamo parlando di Intel Authenticate, la tecnologia incorporata nella piattaforma dei processori Intel Core vPro di sesta generazione per la protezione dell’identità degli utenti e dei file aziendali riservati. Nello specifico, l’autenticazione sul PC avviene attraverso una combinazione di più componenti necessari per convalidare l’identità del dipendente, ovvero: un'informazione a lui nota (come un numero di identificazione personale), un dispositivo in suo possesso (come un token o un telefono cellulare) e una caratteristica fisica (come un'impronta digitale). Intel Authenticate acquisisce questi elementi identificativi (PIN, dati biometrici, token, ecc..) e, dopo averli crittografati, li archivia e li abbina a livello di hardware, in modo da non essere visibili e rintracciabili dall’esterno. A seconda delle esigenze aziendali, è poi possibile personalizzare e configurare su misura la combinazione dei diversi fattori, facendo in modo, allo stesso tempo, che i dipendenti possano essere produttivi (e protetti) in qualunque luogo essi si trovino per lavoro. Si tratta, dunque, di un sistema di sicurezza flessibile, la cui configurazione e gestione può essere presa in carico dai dipendenti stessi nell’ambito dei normali processi aziendali.

Intel Unite, il software per la collaborazione in tempo reale
Equipaggiare la propria azienda con computer dotati di processori Intel Core vPro di sesta generazione significa anche poter fare affidamento su Intel Unite, una soluzione compatibile con Windows e MacOS che modernizza e ottimizza la gestione delle riunioni di lavoro, indipendentemente dal fatto che i partecipanti siano seduti attorno al tavolo di una stessa sala o si trovino dall'altra parte del mondo. Riunioni più funzionali e intelligenti, in cui ognuno può contribuire attivamente in tempo reale, permettono di migliorare il lavoro, la collaborazione tra i dipendenti e, di conseguenza, la produttività dell’azienda. Questa esigenza è tanto più necessaria, quanto più il lavoro è svolto (e ormai lo è sempre di più) da remoto o in mobilità, quindi indipendentemente da un ufficio fisico stabile, ad esempio in aeroporto, su un treno oppure in un bar. Tutti i partecipanti devono essere in grado di seguire quanto viene detto durante la riunione, di visualizzare le informazioni condivise e di intervenire facilmente.

Innanzitutto, Intel Unite consente di iniziare una sessione di riunione in tempi brevissimi, senza attese o perdite di tempo inutili. Infatti, i tempi di configurazione risultano essere fino al 70% più veloci rispetto ai sistemi tradizionali. Non servono né cavi, né dongle o adattatori: è sufficiente inserire il PIN di sei cifre visualizzato sul display e premere un pulsante per avviare il meeting con la condivisione dello schermo per mostrare a tutti i partecipanti i contenuti a supporto della conferenza. Il collegamento con i colleghi (sia presenti che a distanza) è dunque istantaneo e facilissimo da impostare.
Ma questo è solo l’inizio. Esistono una serie di funzionalità molto utili che consentono di facilitare il lavoro di squadra e la comunicazione tra gli utenti, come la possibilità di passare velocemente da uno schermo condiviso ad un altro, visualizzare 2-4 display contemporaneamente, condividere informazioni al volo, o ancora trasferire i propri file agli altri con il semplice trascinamento della selezione. In questo modo, i meeting si svolgono in un “ambiente” ad accesso esclusivo e controllato, all’interno del quale i dati condivisi sono protetti da un sistema di crittografia SSL a 256 bit che li mantiene al sicuro da intrusioni esterne nella rete aziendale.

Il docking wireless Intel per lavorare senza cavi  
Come già accennato, il lavoro è ormai sempre più delocalizzato e mobile: i dipendenti di un’azienda si trovano a dover svolgere le proprie attività spostandosi continuamente da un posto all’altro e ad interagire tra di loro anche da luoghi fisici diversi. Questo cambiamento determina un’esigenza ben precisa, ovvero la necessità di poter lavorare in modalità wireless, evitando l’utilizzo di cavi per il collegamento dei dispositivi aziendali. I processori Intel Core di sesta generazione rispondono a questo bisogno, supportando il docking wireless semplificato con la tecnologia Intel Wireless Gigabit. Cosa vuol dire?

Grazie a questo sistema, quando si arriva in ufficio, basta avvicinarsi alla scrivania per essere immediatamente operativi e connessi ai device aziendali, senza il groviglio e la scomodità dei cavi con cui dover collegare il computer portatile alle periferiche in uso, come ad esempio il monitor, la tastiera e i vari accessori USB. Le prestazioni sono identiche a quelle che si possono avere via cavo (HDMI, DisplayPort, USB e PCIe), quindi non si rischia di subire un calo delle performance o un rallentamento nello svolgimento delle attività quotidiane. Si tratta, dunque, di una connessione istantanea, ma allo stesso tempo veloce e potente, anche quando si lavora con file di grandi dimensioni o in ambienti di lavoro wireless particolarmente “affollati”, dove potrebbe esserci il rischio di interferenza con i segnali di altri dispositivi senza fili. Ovviamente, anche in questo ambito, non poteva mancare l’attenzione alla sicurezza: tutti i dati trasferiti con questa tecnologia sono infatti protetti da un sistema di crittografia hardware Advanced Encryption Standard (AES) a 128 bit. 

La connessione tramite docking wireless supporta molteplici periferiche (ad esempio, fino a 2 monitor Full HD) e molteplici utenti contemporaneamente. Per questo motivo, si tratta di una soluzione utile nei contesti di lavoro open space, dove più persone con vari device informatici si trovano a lavorare in uno stesso spazio. Inoltre, così come la connessione alle periferiche avviene in automatico semplicemente avvicinandosi ad esse, anche quando il computer è in modalità stand-by, con la stessa logica ci si sconnette, ovvero allontanandosi. Niente di più semplice e comodo.