Cottura a induzione: le 5 cose che (forse) non sai

Guida all'acquisto
14/02/2019 Maria Antonia Frassetti 1054

I piani cottura a induzione sono sempre più diffusi nelle nostre cucine, ma spesso non se conoscono appieno tutte le caratteristiche e funzionalità. Ecco quello che devi assolutamente sapere prima di valutare l’acquisto di questo elettrodomestico.

Sempre più protagonista delle cucine italiane, la cottura a induzione tarda a prendere davvero piede nelle nostre case a differenza di quello che avviene negli altri paesi europei ormai già da un po’ di tempo. Infatti, sembra ancora esserci una certa ritrosia o un velato scettiscismo verso questo elettrodomestico la cui tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, dimostrando di essere una valida alternativa ai tradizionali sistemi a gas a cui siamo tanto affezionati. 

Bene, è giunto il momento di approfondire l’argomento e di sfatare qualche falso mito. Ti sarà utile se stai pensando di cambiare il tuo vecchio piano cottura a gas e non sei sicuro di volerlo abbandonare del tutto. Sappi, innanzitutto, che l’induzione non va confusa con i piani cottura elettrici convenzionali in quanto, anche se di base utilizza la corrente elettrica, riscalda gli alimenti attraverso campi elettromagnetici. Questo comporta differenze sostanziali. Ecco allora nelle prossime righe le 5 cose che devi sapere sull’induzione per scegliere il tuo prossimo piano cottura in modo consapevole. Rimarrai sorpreso!
 

1. Pentole per induzione: devono essere speciali?

Come ho già accennato, il calore è generato da campi elettromagnetici che si formano grazie a delle bobine alimentate a energia elettrica collocate sotto al piano in vetroceramica. Prerequisito essenziale è che le pentole utilizzate abbiano un fondo piatto e realizzato in materiale ferroso. Quindi sì a pentolame in ferro smaltato, ghisa o acciaio. No invece a rame, legno, vetro e ceramica. 

Questo non significa che bisogna per forza rinnovare completamente tutto il set di padelle in dotazione se abbiamo sempre e soltanto cucinato a gas. Nella maggior parte dei casi si riesce a recuperare qualcosa. Scoprirlo è molto semplice: basta prendere una calamita e vedere se si attacca al fondo della pentola. Se così è, allora vuol dire che è ferrosa e che funziona con l’induzione.   

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2. Velocità di cottura senza eguali

Uno dei grandi vantaggi della cucina a induzione è sicuramente la rapidità: i tempi in alcuni casi sono addirittura dimezzati. Ad esempio, l’acqua che solitamente ci mette 5-6 minuti a bollire con il gas, su un piano a induzione ne impiega appena 3. Insomma, un bel risparmio di tempo. Il motivo è evidente: a differenza di quanto avviene nei fornelli a gas dove parte del calore della fiamma finisce nell’ambiente, con l’induzione non c’è dispersione termica

Proprio per il sistema dei campi elettromagnetici, il calore generato si trasferisce e si concentra soltanto sulla base della pentola adagiata sull’area cottura, senza disperdere energia al di fuori di essa. L’alto rendimento di questa tecnologia di riscaldamento è sicuramente una delle ragioni per cui non è vero che i consumi energetici dell’induzione sono necessariamente maggiori di quelli del gas.
 

3. I consumi sono davvero alti?

La terza cosa che devi assolutamente conoscere sulla cottura a induzione riguarda proprio i consumi. E’ idea ampiamente diffusa che siano troppo alti, motivo per cui non converrebbe installare questo tipo di piano a causa degli elevati costi in bolletta che comporterebbero. In realtà, non è proprio così. O almeno non sempre. Infatti, oltre alla maggiore efficienza energetica di cui ti ho parlato nel punto precedente, ci sono altri elementi da prendere in considerazione. Innanzitutto, i piani di ultima generazione possiedono speciali sensori e regolatori di potenza che permettono di controllare e impostare con estrema precisione i livelli di cottura, così da utilizzare solo l’energia che effettivamente serve e evitare sprechi

Ma non è tutto. Se da una parte è vero che gli impianti domestici hanno una potenza limitata (3 kW) e che l’induzione necessita di performance maggiori (tra i 5 e 6 kW), oggi non siamo più costretti a dover potenziare il nostro impianto elettrico per evitare sovraccarichi dovuti allo sforamento della soglia massima (soprattutto nel caso di utilizzo contemporaneo di più elettrodomestici). Anche in questo ambito la tecnologia ha introdotto importanti novità. Infatti, esistono piani cottura che integrano funzioni eco e riduttori di potenza in grado di autolimitare l’assorbimento massimo di energia.
 

4. Installazione e posa: basta rompere 

Veniamo a un altro punto debole dei piani a induzione che oggi i principali produttori stanno pian piano superando grazie all’innovazione tecnologica e ad una progettazione sempre più attenta alle esigenze degli utilizzatori. Fino a poco tempo fa se volevi sostituire un piano cottura a gas standard da 60 e 70 cm con uno a induzione eri obbligata a far allargare il foro da incasso sul top della cucina a causa delle diverse dimensioni. Questo significava chiamare (e pagare) un tecnico ad hoc, un marmista o un falegname per svolgere il lavoro. Oggi, fortunatamente, esistono piani a induzione progettati in modo tale da poter essere installati immediatamente senza dover rompere la cucina
 

5. La sicurezza prima di tutto

L’ultima cosa che forse non sai (e che devi assolutamente sapere) sulla cottura a induzione è la maggiore sicurezza rispetto agli impianti tradizionali. I vantaggi in questo ambito non derivano solo dall’assenza di fiamme e gas combustibile in casa. Infatti, non corri il rischio di scottarti toccando accidentalmente la superficie del piano durante l’utilizzo, in quanto il calore è concentrato entro i bordi della pentola. Gli apparecchi più avanzati integrano poi ulteriori funzioni dedicate, come il blocco in caso di accensione accidentale e lo spegnimento automatico in determinate condizioni (per evitare il rischio di surriscaldamento e rottura del vetro), oppure il raffreddamento rapido a fine cottura (molto utile nel caso ci siano bambini nei paraggi).

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