Controller Nintendo, tutte le innovazioni da NES alla Switch

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23/03/2017 Carlo Peroni 530

I controller di Nintendo, da Famicom a Nintendo Switch, passando per lo storico NES e la Wii, hanno sempre rappresentato un balzo in avanti in fatto di interazione ludica tra uomo e macchina. Ripercorriamo insieme i momenti più significativi della loro storia.

Nintendo Switch è arrivata da qualche settimana sugli scaffali di tutto il mondo. Sembra proprio che Nintendo sia tornata ai fasti del suo glorioso passato, proponendo un sistema di gioco innovativo in grado di dare una nuova casa alle serie che ne hanno fatto la storia, Zelda e Mario in primis. La tripla modalità di gioco (TV, tavolo e portatile) si basa su una piattaforma versatile e un sistema di controller innovativo costruito su moduli che possono diventare indipendenti. Nintendo Switch getta un ponte tra il futuro e il passato di Nintendo: senza lasciarsi distrarre dal nuovo formato ibrido, è impossibile non notare come Switch sia la sintesi di tutte le console Nintendo che l'hanno preceduta, proprio a partire dai controller, i nuovi Joy-con. La vera innovazione sta nel controller, che non a caso è rappresentato chiaramente nel logo della nuova console. La storia della casa nipponica è stata infatti sempre caratterizzata da un rapporto molto intimo tra hardware e software. Scopriamone assieme i momenti fondamentali.
 
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Famicom Gamepad
Lanciata sul mercato nel lontano 1986, Family Computer Disk System, o più semplicemente Famicom, è la prima console casalinga di Nintendo in grado di supportare più di un gioco. I suoi due controller sono collegati direttamente alla console e non possono essere rimossi. Nintendo dimostrava già quella sua capacità visionaria che spesso si è rivelata fin troppo in anticipo sui tempi. Il gamepad del Famicon, infatti, era dotato di un microfono: questa funzionalità venne usata in giochi come Zelda, dove bisognava letteralmente urlare nel gamepad per uccidere alcuni nemici. Il microfono non venne mantenuto nel NES e lo ritroviamo solo nel Gamepad della Wii U di molti anni dopo.

NES Controller
I suoi colori sono nero, rosso e grigio, per le azioni ci sono solo due tasti (più Start e Select) e le frecce direzionali, il tutto in una cornice rettangolare: il NES controller non ha bisogno di presentazioni. È forse una delle icone che simboleggiano l'intero universo del gaming, il controller del Nintendo Enterteinment System fa storia a sé, quasi un simbolo per l'esplosione del gaming casalingo a cavallo degli anni '80 e '90. Tanto semplice ed essenziale quanto efficiente, il controller del NES sarà oggetto di infinite imitazioni e riproduzioni, la sua inconfondibile forma verrà riportata su magliette, tazze e i più svariati gadget. Milioni di persone hanno iniziato ad amare i videogiochi utilizzando proprio questa periferica, forse la più amata di sempre.

Super Nintendo Controller
L'anno è il 1991 e Nintendo decide di complicare di un poco le cose. Ai due tasti di azione A e B, vengono aggiunti anche X e Y. I 4 tasti, disposti in diagonale (come sul GameBoy), sono allineati nella classica formazione a diamante. Vengono anche introdotti i tasti sulla parte superiore del pad, gli attuali L1 e R1. Questa configurazione di bottoni diventerà da allora una costante nella stragrande maggioranza dei gamepad che verranno dopo. In ultimo il controller del Super Nintendo abbandona la forma squadrata del suo predecessore in favore di forme più morbide ed ergonomiche.

N64 Controller
Abbandonato il formato compatto dei controller storici, con il Nintendo 64 incontriamo una completa rivoluzione di design. La forma a M del controller è pensata per un grip più sicuro e versatile, il design è infatti studiato per varie tipologie di presa: è possibile impugnare il controller sia dai due grip esterni, sia utilizzando il grip centrale (per la levetta analogica) insieme a quello di destra. L'altra innovazione molto familiare ai gamer di oggi che il joypad del Nintendo 64 ha reso popolare è, appunto, la leva analogica, anch'essa ripresa poi da tutti gli altri a partire da Playstation.

GameCube Controller
Con il nuovo millennio arriva il GameCube, insieme al suo nuovo controller. La strada rimane quella seguita con il Nintendo 64, ma, per una volta, è Nintendo che si ispira al concept di un'altra casa. Il controller del GameCube è infatti la risposta nipponica al celeberrimo Dual Shock di Playstation. La differenza principale è che la leva analogica di sinistra è in posizione invertita rispetto alle frecce direzionali. Nel 2002 arriva la versione wireless, WaveBird Controller, primo esempio senza fili per il mercato delle console. Il segnale veniva trasmesso via frequenze radio.

Wii Remote
Nel 2006, Wii arriva sul mercato e Nintendo cambia ancora una volta i connotati dell'intero mondo del gaming. Allontanandosi definitivamente da possibili paragoni con Xbox e Playstation, la Nintendo Wii è riuscita a far giocare i suoi giochi a decine, se non centinaia, milioni di persone che di videogiochi non si interessavano minimamente. Wii Sport ha attratto tutti quei casual gamer che mai avrebbero pensato di comprarsi una console. Se prima di Wii il mondo era ben diviso tra giocatori e non giocatori, quando ancora gli smartphone con i vari Candy Crush non avevano saturato il mercato, dopo di essa il gaming non è più stato lo stesso. Posizionato orizzontalmente il Wii Remote funziona come il NES controller, ma una volta impugnato (e fissato con il laccetto!) rende il movimento del corpo la vera interfaccia tra giocatore e console. Anche se i game designer non hanno sfruttato al massimo queste innovative funzionalità, il controller della Wii ha anticipato di una decade l'attuale interesse per realtà virtuale e realtà aumentata, portando alle masse quelle innovazioni che fino alla Wii erano rimaste ben chiuse nei laboratori di ricerca.
 
Wii U Pad
A guardarlo oggi sembra una specie di prototipo per l'attuale forma della Switch. Con il suo schermino incastonato in mezzo a tanta plastica, di sicuro non è tra i controller più amati dai fan di Nintendo. L'accoglienza tiepida della Wii U non gioca certo a suo favore, questo GamePad è stata la risposta di Nintendo a Smartphone e Tablet. Ha infatti cercato di portare su console il concetto di "secondo schermo" e di portabilità domestica, offrendo una valida alternativa a tutti coloro a cui interessa il gaming da divano anche a TV spento. Anche se tra tutte le innovazioni hardware di Nintendo il GamePad di Wii U è senza dubbio tra i meno riusciti, se lo guardiamo a posteriori è indubbiamente uno dei passi fondamentali che ci ha portato alla Switch.
 
Joy-con
I Joy-con riassumono e reinterpretano tutta la storia di Nintendo, prendendo qualche ingrediente da ciascuna periferica che li ha preceduti. Se attaccati al corpo della Switch sembrano una versione evoluta del GamePad della Wii U che incorpora la console, staccati e usati indipendentemente (ciascuno in ogni mano) sono l'evoluzione del Wii Remote con funzionalità più avanzate. Ogni Joy-con, preso singolarmente, può essere usato come controller autonomo come fosse un NES controller leggermente rimpicciolito. Anche se le dimensioni ridotte hanno fatto storcere il naso ad alcuni, difficilmente Nintendo avrebbe potuto far di meglio per permettere il multiplayer in mobilità. In questo senso sono indubbiamente un ottimo compromesso. La coppia di Joy-con è estremamente versatile: possono essere usati in moltissimi modi diversi. Compreso nella confezione della console è presente un Grip per alloggiare i due Joy-con, trasformandoli in un Gamepad tradizionale da utilizzare quando lo schermo della Switch è alloggiato nel dock. Particolarmente apprezzata è la durata della loro batteria, che può raggiungere le 20 ore. Se i Joy-con della Switch si presentano come la sintesi di un percorso iniziato con Famicom e Nes e continuato con i Wii Remote e il GamePad di Wii U, l'eredità del joypad classico da gaming è incarnata a questo giro nel già apprezzatissimo Switch Pro Controller, che però è acquistabile separatamente dalla Switch. L'ultima console ibrida di Nintendo con i suoi controller offre moltissime possibilità diverse, vedremo se i giocatori preferiranno le soluzioni "tradizionali" o se invece sapranno apprezzare su larga scala (come fu per la Wii) ciò che di davvero innovativo in fatto di gameplay questi dispositivi sapranno offrire.