Addio bombolette spray: virtual graffiti creator e Mark AR per la street art 2.0

News
22/10/2019 Danilo Pagnin 788

Non sarà qualche sindaco di ferro o qualche legge speciale a cancellare la street art dai muri e dalle fabbriche dismesse: il futuro si chiama Mark AR e virtual graffiti creator.

Girare per la tua città senza più vedere i colori di un graffito e la firma di un celebre writer su un muro scrostato di recinzione o su una fabbrica dismessa potrebbe non essere così triste come in prima battuta potresti pensare: non sarà una “sovietizzazione” dello spazio urbano, magari imposta da qualche sindaco o governatore particolarmente zelante, ma un’ulteriore conseguenza della rivoluzione digitale che è in atto da circa 20 anni. Si parlerà sempre più di virtual graffiti creator e di Mark AR, l'app social che potrebbe diventare più importante di Facebook e Instagram, se sei un navigatore di terre di mezzo sociali, tra spazi alternativi e cultura "indie" e "underground". Vediamo più da vicino di cosa sto parlando.
 

Millennial e virtual graffiti creator

Prendere in mano la bomboletta spray, premere il beccuccio e vedere uscire la vernice fresca sul muro grigio che si riempie di colore, con l'inconfondibile odore acrilico che ti entra nelle narici, poi contemplare il tuo graffito una volta terminato: c’è un gusto speciale in questi gesti che nessuna app potrà toglierti, tuttavia la creatività possibile coi supporti digitali non ha nulla da invidiare a quella "on the road", che come ben sai ha anche i suoi rischi e talvolta implicazioni legali. Probabilmente se ami fare graffiti sei tra quelli nati nel nuovo millennio, tra cellulari che già ti squillavano nelle orecchie quando eri nella culla: sei sicuramente già uno street art creator anche da smartphone e PC, cioè un virtual graffiti creator, grazie alle numerose app dedicate. Quindi stop alla tua firma sui muri della città? Addio scene come quelle in cui i Guerrieri della Notte, scappando, marcavano il territorio imbrattando muri e pali della luce con la loro firma perché "si deve sapere che gli Warriors sono passati di qui"? Tutt’altro: potrai imbrattare tutti i muri, i portoni e le fabbriche che vorrai. E chiunque potrà girare per la città apprezzando la tua firma nella street art, creando e guardando i tuoi virtual graffiti dallo smartphone grazie a Mark AR. 
 

Mark AR, il futuro della street art

Un tuo amico o un tuo follower prenderà lo smartphone, inquadrerà un muro o un portone con la fotocamera e vedrà comparire il tuo ultimo capolavoro di street art sullo schermo. Potrà commentare e condividere, esattamente come avviene in Facebook e Instagram. Sul tuo profilo di Mark AR comparirà la mappa delle tue opere, e chiunque passerà davanti ad un tuo graffito potrà visualizzarlo, anche se per tutti gli altri sarà semplicemente un muro grigio. Tecnicamente si tratta di una app per smartphone e tablet, ideata da iDreamSky insieme a Sybo, cioè lo sviluppatore del famosissimo gioco Subway surfer.  È stata presentata ad ottobre al New York comic-con 2019, cioè il maggior evento di cultura pop della East Coast americana: il visitatore poteva prendere in prestito uno smartphone e viaggiare all’interno di un’installazione pop-up di Mark AR, creando o guardando virtual graffiti. Gli orizzonti della cosiddetta Intelligenza Artificiale (A.I.) rendono possibili contenuti di Realtà Aumentata (di cui l'acronimo AR presente nella denominazione di questa app): la tecnologia GPS consente la memorizzazione del luogo e l'isolamento di una thumbnail che si animerà con il contenuto virtuale caricato (nel cloud) ogniqualvolta qualcuno attiverà l'app inquadrando quel certo muro o portone, creando quindi un esempio di street art virtuale, oppure potrà fare un tour virtuale tra le tue opere. Potrai "dipingere" le tue opere ovunque vorrai: sul portone di casa tua o di un tuo amico, su una fabbrica dismessa di periferia così come su un famoso monumento. Senza rischi, né multe.
 

Autography, il virtual graffiti creator per salvare Firenze

Tra le conseguenze virtuose di un'eventuale scomparsa dei graffiti e delle "firme" dei writers, possiamo sicuramente citare un caso italiano: per evitare i continui imbrattamenti con scritte e quant'altro sui monumenti di Firenze, il Museo dell'Opera del Duomo nel 2016 ha lanciato Autography, un’app per lasciare dediche amorose, disegni o firme nei luoghi memorabili della città, rigorosamente senza inchiostro. L'esperimento è stato dapprima testato sul campanile di Giotto, riscuotendo un considerevole successo: successivamente l'app è stata inserita anche nel percorso di visita della cupola del Duomo, progettata dal Brunelleschi, il cui accesso si effettua attraverso corridoi e scale imbrattate di dediche, firme e altro, che sono state rimosse con un paziente lavoro di restauro. Puoi scegliere la tecnica che preferisci (matita, pennarello, colori spray, ecc.) e lasciare la tua dedica oppure fare un tuo disegno, ovunque tu lo desideri (anche sotto la cupola!). Tutto viene memorizzato giornalmente nell’Archivio storico: esiste un'apposita pagina web e i contenuti più belli sono stati stampati su un volume cartaceo. All'interno di questo progetto, nel 2018 è stato creato il contest digitale "Sketch the Dome" dedicato proprio alla celeberrima Cupola: una volta creato il tuo graffito, potevi pubblicarlo sul tuo profilo Instagram e renderlo visibile con gli hashtag #SketchTheDome e #MuseoDuomoFi.