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Violenza online sulle donne, un fenomeno in crescita

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17 novembre 2016 Maria Antonia Frassetti 314

Sono sempre più diffusi i casi di molestie in rete. Le principali vittime sono le donne, soprattutto giovani. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e cosa si può fare per combattere questa drammatica realtà.



Internet è il luogo per eccellenza della libertà di espressione, soprattutto nell’era attuale dei social media e della comunicazione online. Una grande conquista, che però cela un rovescio della medaglia: se si è donna, può capitare di incappare prima o poi in attacchi sul web da parte di molestatori, che siano uomini sconosciuti oppure amici e familiari che si costruiscono un’identità virtuale, anonima o fittizia. Post su Facebook che contengono offese sessiste, tweet che “cinguettano” insulti più o meno espliciti, parole di odio che arrivano via whatsapp, e-mail minatorie, siti per il revange porn sui quali vengono pubblicati immagini e video a sfondo sessuale senza l’autorizzazione delle donne coinvolte. Questi sono solo alcuni esempi di quella che è stata definita violenza cibernetica, una nuova forma di aggressione nei confronti delle donne che si aggiunge a quelle più “tradizionali” e note: violenza fisica e sessuale, psicologica, verbale, economica.

Ma la tecnologia è solo un viatico per la violenza che corre in rete? Oppure c’è di più? Fondazione Pangea Onlus (organizzazione no profit che lavora per lo sviluppo economico e sociale delle donne) ha creato lo Sportello Antiviolenza Online, una piattaforma web che le donne possono utilizzare per chiedere aiuto.

Monclick sostiene lo Sportello Antiviolenza Online di Fondazione Pangea Onlus a favore delle donne. Scopri come

Cosa dicono le statistiche
Ecco alcuni dati di questo fenomeno in crescita: secondo un’analisi condotta nel 2015 da UN Women, l’ente dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la promozione dell'uguaglianza di genere, la violenza cibernetica in Europa è una vera e propria pandemia che interessa soprattutto le ragazze tra i 18 e i 24 anni. Secondo le statistiche, ben il 18% delle donne europee è stata vittima di una grave forma di violenza online da quando aveva 15 anni. Questo vuol dire 9 milioni di donne complessivamente. Un dato drammatico che deve far riflettere. Sicuramente, lo sviluppo del fenomeno è stata favorito dalla diffusione su ampia scala di dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e notebook che hanno portato parallelamente ad un incremento degli accessi al web da mobile rispetto a quelli da desktop. Infatti, un’indagine compiuta da StatCounter rivela che ad ottobre 2016 il 48,7% degli accessi a Internet è stato fatto da desktop, mentre il 51,3 % da mobile e tablet. Siamo quindi costantemente online, anche fuori casa o ufficio, e in questo mondo sempre più interconnesso, le donne purtroppo diventano un facile bersaglio di violenza.

Spesso, la violenza cibernetica “esce” dal web e si trasforma in violenza reale. Anche in questo caso, i numeri che ci forniscono le statistiche sono preoccupanti. Il dato più recente è quello dell'ISTAT, che nel 2015 ha pubblicato un’indagine secondo cui quasi sette milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Si tratta per lo più di donne separate e divorziate, oppure con problemi di salute e disabilità. E, in genere, sono i partner attuali o gli ex compagni a commettere le violenze più gravi.

Cosa si può fare contro la violenza sulle donne?
La lotta contro la violenza (non solo online) sulle donne deve partire dalle donne stesse vittime di attacchi e molestie, attraverso un primo step importante: la consapevolezza della situazione che si sta vivendo, la volontà di parlarne e cercare aiuto. Per questo motivo, Fondazione Pangea Onlus ha dato vita in Italia allo Sportello Antiviolenza Online, una piattaforma web dove le donne che subiscono violenza possono reperire informazioni utili (ad esempio sui numeri di emergenza, sulle strutture di supporto e sulla legislazione italiana) e rivolgere domande in forma anonima alle esperte psicologhe, avvocatesse e operatrici dei centri antiviolenza.

Un ulteriore strumento a sostegno delle donne all’interno dello Sportello Antiviolenza Online è un particolare test che aiuta a riconoscere e valutare in autonomia la propria situazione. Ancora prima di chiedere aiuto, infatti, è importante avere la giusta consapevolezza della condizione in cui ci si trova. Spesso, è difficile (o non si vuole) rendersi conto che quello che si sta vivendo è effettivamente una forma di violenza, tanto più se si tratta di violenza digitale e non di attacchi prettamente fisici (più facilmente riconoscibili).

Lo Sportello Antiviolenza Online è uno strumento che poggia la propria forza su Internet e sulla tecnologia, non solo dal punto di vista puramente tecnico, ma anche per la loro capacità di raggiungere virtualmente moltissime donne e per la possibilità di chiedere aiuto in modo totalmente anonimo e sicuro. Le nuove tecnologie, se da una parte possono veicolare forme di violenza, dall’altra possono rappresentare – come in questo caso emblematico – un valido ed efficace mezzo per raggiungere e sostenere chi ha bisogno. Come per ogni cosa, ciò che determina la differenza non è lo strumento in sé, ma l’utilizzo che se ne fa.
 
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