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Vendite Apple in calo per la prima volta dopo 13 anni

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18 maggio 2016 Alessandra Basile 116

Clamoroso scivolone del colosso di Cupertino che per la prima volta dal 2003 registra nel trimestre un calo dei ricavi pari a oltre il 5%. Cosa sta succedendo? È finito il "fenomeno Apple"? Quali fattori hanno concorso a questo risultato?

Anche ai grandi, anzi ai grandissimi, capitano i periodi "no". I ricavi Apple sono scesi da 58 miliardi di dollari registrati nello stesso trimestre del 2015 ai 50,5 miliardi di dollari del 2016 – e la società non presentava dei dati con segno negativo da ben 13 anni.
É lo stesso Tim Cook a dichiarare che quello tra gennaio e marzo 2016 "è stato un trimestre difficile, con forti venti contrari dal punto di vista macroeconomico".

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Qualche numero
La trimestrale Apple riporta numeri importanti e degni di considerazione. Il dato più interessante probabilmente è – 10 milioni. Vale a dire, sono stati venduti 10 milioni di iPhone in meno anno su anno nel primo trimestre. Per la precisione, 51,2 milioni di melafonini tra le mani dei consumatori, invece dei 61 milioni del 2015. Questo è ciò che principalmente ha portato Apple a registrare una perdita sui ricavi superiore al 5% e sugli utili addirittura del 22% (pari a 10,5 miliardi, tradotto in moneta sonante). Inoltre, le azioni societarie mostrano un calo dell'8%.
Ma Apple non vuol dire solo iPhone. Anche i Mac soffrono di una battuta d'arresto. I notebook di casa Apple sono stati venduti in 4,03 milioni di unità, invece delle 4,6 milioni attese – una differenza negativa pari al 9%. Per non parlare degli iPad che lamentano la nona perdita trimestrale consecutiva che, sinora, era stata compensata principalmente dagli iPhone.

Le ragioni
Con tutti questi numeri che danno un po' alla testa, sicuramente il primo trimestre 2016 passerà alla storia come il primo in perdita per Apple dopo una cavalcata in costante crescita per ben 13 anni.
Cos'è successo? Possiamo dire che è veramente finita la moda degli iPhone? O sono altre le ragioni alla base di quest'evento?
Alcuni analisti propendono per la tesi che vede il mercato degli smartphone ormai saturo, con trend di vendita piatti. Questo anche perché la qualità dei dispositivi è aumentata di molto rispetto agli anni scorsi, quindi il cambio di smartphone dettato dalla necessità è decisamente meno frequente. Rimane, allora, il fenomeno del cambio per "sfizio"? Ni. Se per alcuni consumatori permane la voglia di avere l'ultimissimo smartphone della Mela Morsicata, per altri i prezzi degli iPhone sono ormai proibitivi e non giustificati da una qualità ormai riscontrabile su altri dispositivi di brand meno blasonati (e, quindi, meno costosi).
Infatti, negli ultimi dodici mesi sempre più si sono imposti sul mercato produttori che allo stato attuale non possono più essere considerati degli outsider. In primis Huawei, ormai ufficialmente il terzo produttore mondiale di smartphone, ma anche Wiko e Honor (facente parte del Gruppo Huawei) Con centri di ricerca e sviluppo dislocati in tutto il globo, questi brand hanno imparato a distinguersi per le caratteristiche tecniche e la qualità dei prodotti proposti al pubblico. Grazie al Mate, al nuovissimo Huawei P9, o allo smartphone Honor 6 plus e 7, hanno definitavamente conquistato il consenso generale. In molti erano scettici agli inizi, in pochi credevano che si sarebbero veramente fatti strada nel comparto della telefonia mondiale... Eppure, i numeri di cui sopra parlano chiaro: è ufficialmente iniziata la nuova era del mondo mobile.

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