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UPS per la sicurezza dei dispositivi sul lavoro: cosa sono e come funzionano

Guida all'acquisto
05 aprile 2016 Maria Antonia Frassetti 430

I problemi di alimentazione sono più frequenti di quello che si può credere e le conseguenze sui device informatici non vanno sottovalutate, in particolare in un contesto aziendale. Per questo motivo, è bene dotarsi di un gruppo di continuità. Vediamo di cosa si tratta.



Forse non tutti sanno cos’è un UPS, acronimo di Uninterruptible Power Supply. E’ molto semplice: è un dispositivo in grado di fornire temporaneamente alimentazione agli apparecchi elettrici quando sopraggiungono cali di tensione, disturbi oppure vere e proprie interruzioni della corrente. Questo si può verificare, ad esempio, in caso di avaria della rete elettrica o di guasto di un trasformatore a causa di un fulmine. Purtroppo può succedere e, ovviamente, non è prevedibile. Ma sapete quali possono essere gli effetti di un black-out sui dispositivi informatici, come computer e server?

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Il rischio principale non è solo la rottura dei componenti del dispositivo (in genere dei dischi rigidi), ma anche la perdita o il danneggiamento dei file che erano aperti prima dell’arresto forzato provocato dall’interruzione di corrente. E il rischio è ancora più grave se si tratta di computer di lavoro che contengono dati aziendali importanti. A maggior ragione in questi casi, è necessario proteggere e rendere sicuri gli apparecchi elettrici che si utilizzano quotidianamente. Un UPS ha proprio questa funzione: erogando energia attraverso una batteria, consente di continuare a lavorare oppure di salvare il proprio lavoro e di spegnere tranquillamente il computer. Un’altra caratteristica fondamentale dell’UPS è quella di modulare la tensione elettrica in entrata, così da annullare tutte le micro-tensioni di corrente esistenti che a lungo andare possono provocare danni al PC.

Come si configura un UPS
Il gruppo di continuità si collega direttamente all’apparecchio elettrico che si vuole proteggere tramite cavo seriale, cavo USB o cavo ethernet. Per i gruppi di continuità che ne sono dotati, si consiglia di installare sul PC il software di gestione per settarne le funzioni, tra cui quella fondamentale di avviare automaticamente l’arresto, lo spegnimento, l’ibernazione o la modalità “stand-by” del PC in caso di black-out. Inoltre, il software di gestione consente di ottenere statistiche e di ricavare parametri di funzionamento del dispositivo per migliorarne l’efficienza. 

Esistono varie possibilità di configurazione. Quella più semplice - e anche quella più diffusa - prevede il collegamento di un singolo computer con un unico gruppo di continuità. Ma è possibile collegare anche due o più computer a uno stesso UPS. Nei casi in cui occorre garantire un'autonomia di molte ore, è preferibile dotarsi di un generatore di corrente.

Gestione e manutenzione dell’UPS
Per massimizzare la durata del gruppo di continuità e migliorarne l’efficienza, esistono una serie di misure di manutenzione e di monitoraggio preventive che è bene adottare fin da subito. Tenete conto che gli UPS in servizio da oltre 5 anni sono maggiormente soggetti a rischi di avaria dei componenti interni, ad esempio della batteria, della ventola di raffreddamento e dei condensatori elettrolitici che attenuano e filtrano le fluttuazioni in tensione. Cosa bisogna dunque fare per gestire al meglio questi dispositivi?

Si consiglia, innanzitutto, di non posizionare mai l’UPS vicino a finestre aperte o in zone molto umide, calde e polverose. Inoltre, la temperatura dell’ambiente in cui è collocato deve essere controllata e mantenuta costante. Le aperture di ventilazione disposte sui lati dell’UPS non devono essere ostruite in nessun modo e la batteria va ispezionata visivamente con regolarità per verificare la presenza di sporcizia, anomalie o perdite. Infine, esistono software dedicati che aiutano a monitorare periodicamente lo “stato di salute” del dispositivo e a diagnosticare per tempo eventuali criticità.
 
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