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SSHD: cosa sono e come funzionano

Guida all'acquisto
19 aprile 2016 Maria Antonia Frassetti 457

Dovete cambiare l’unità di archiviazione del vostro PC, ma non sapete cosa scegliere? Non ci sono soltanto HDD e SSD. Esiste anche una terza opzione: gli hard disk ibridi. Vediamo di cosa si tratta.



Capacità elevata e alta velocità. Queste sono le caratteristiche principali che ci si aspetta da un disco rigido per il proprio notebook touch o PC i7. Da questo punto di vista, gli SSD rappresentano sicuramente una buona soluzione, in quanto coniugano velocità di lettura e scrittura elevate con la possibilità di memorizzare grandi quantità di dati. Molte unità a stato solido presentano però ancora qualche limite, primo fra tutti il prezzo non sempre abbordabile. Considerato ciò, quale potrebbe essere una valida alternativa? Molto probabilmente un SSHD, acronimo di Solid State Hybrid Drive.

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Tecnologia e vantaggi
Gli SSHD – come si può dedurre dal nome stesso – non sono altro che un misto, un “ibrido” appunto, tra gli HDD e gli SSD: si tratta, infatti, di unità magnetiche tradizionali supportate da una piccola memoria flash NAND, che è la stessa tipologia di memoria a stato solido montata sugli SSD e che si ritrova anche nelle fotocamere digitali, nei lettori MP3, negli smartphone e nelle pendrive. E’ su questa porzione di memoria flash che vengono caricati (in modo più o meno automatico, a seconda del tipo di hard disk) le applicazioni e i file utilizzati con maggiore frequenza, ai quali è così possibile accedere più rapidamente. Il resto viene invece archiviato sul supporto magnetico. Il lato negativo dei dischi ibridi è che la quantità di memoria flash installata è minima e opera essenzialmente come una sorta di cache per i file più usati.

Gli SSHD si installano con facilità come un qualsiasi hard disk tradizionale senza bisogno di driver o software speciali aggiuntivi. Inoltre, sono compatibili con la maggior parte delle configurazioni dei computer, tra cui PC e Mac. Per quanto riguarda il formato, esistono due varianti: da 2,5” per i notebook e da 3,5” per i PC Desktop

Il vantaggio di questa tecnologia è la possibilità di garantire straordinarie capacità storage e di velocizzare le prestazioni del dispositivo di archiviazione: questo significa, concretamente, poter avviare qualsiasi sistema operativo in pochissimi secondi e aprire le applicazioni più pesanti in modo praticamente immediato. Inoltre, rispetto a un HDD, un disco ibrido è molto più resistente, facile da gestire e silenzioso. Ma non è tutto: gli SSHD costano generalmente meno di un SSD. Sono, quindi, tendenzialmente più accessibili dal punto di vista economico – anche se gli HDD restano sempre la soluzione meno costosa. 

Usi consigliati
Gli SSHD sono utili in tutti quei contesti in cui è necessario che i tempi di risposta del sistema e dei programmi utilizzati siano rapidi e ottimali. Risparmiare tempo è fondamentale, ad esempio, sul lavoro, dove si deve mantenere alto il livello di produttività e cercare di ridurre i momenti di attesa inutili, da quando si entra in ufficio al mattino fino al termine della giornata: il pc deve accendersi in fretta, le applicazioni devono rispondere velocemente ai comandi degli utenti, anche i file più complessi devono poter essere aperti celermente durante una riunione o una presentazione ai clienti, le mail devono essere inviate alla velocità di un click.

Un altro contesto che può trarre beneficio dai vantaggi di un SSHD è il settore gaming. Chi gioca, infatti, ha bisogno di poter avviare e caricare i videogames in modo rapido, di godere di un’esperienza di gioco fluida e dinamica, senza interruzioni o ritardi, o ancora di poter memorizzare file di gioco multimediali di grandi dimensioni sul proprio PC.
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