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Stampanti multifunzione laser: cosa rappresenta il valore DPI?

Guida all'acquisto
24 novembre 2015 Monclick 264

Quale risoluzione di stampa e di scansione è migliore e a quali valori bisogna puntare per assicurarsi stampe di buon livello?

Le stampanti laser hanno prezzi differenti a seconda della velocità di stampa, della definizione con cui i caratteri e le immagini vengono impressi sulla carta, del numero di vassoi per la carta e dei formati supportati, dell'interfaccia mediante cui comunicano con il computer e di molti altri aspetti.

Uno di quelli più importanti è la risoluzione grafica, ossia la qualità del risultato che si apprezza sia con grafici e immagini, sia con i caratteri. In fotografia la risoluzione è identificata con il numero di pixel (Pixel per Pollice), nella stampa questo valore si misura in densità dei pixel, o Dot Per Inch (punti per pollice).

Una multifunzione oltre a stampare effettua anche scansioni, quindi questo valore ha una duplice importanza perché lo troverete riproposto sia per la risoluzione di stampa, sia per quella di scansione.

In entrambi i casi ci sono due misure: orizzontale e verticale e i due valori insieme consentono di capire la reale definizione sia dei caratteri sia di grafici e immagini. Nei caratteri la differenza si nota osservando le curve e i bordi delle lettere, che a bassa definizione risultano più quadrettati, come dei gradini in miniatura, mentre ad alta risoluzione sono lineari e fluidi. Questo comporta una migliore leggibilità e nel caso di testi in grassetto, un effetto meno "impastato" e più nitido. Per fare un paragone, è esattamente quello che succede con lo schermo degli smartphone e dei tablet: con i modelli di fascia alta la resa è ottimale, con quelli che hanno in dotazione schermi economici le lettere sono di qualità più scadente e quindi più difficili da leggere.

I modelli più economici offrono due valori di picco equivalenti, in genere di 600 x 600 DPI, quelli più raffinati propongono valori ben più alti in orizzontale, di 2400 DPI o anche 4800 DPI, a fronte sempre della stessa risoluzione verticale. Il significato dei numeri è elementare: indicano la quantità di punti che la stampante è in grado di stampare in un pollice. A numero più alto corrisponde una definizione migliore.

I valori di esempio che abbiamo indicato e, in ogni caso, quelli riportati sulle schede tecniche sono sempre relativi alla qualità massima di stampa: per risparmiare toner e allo stesso tempo ottenere una velocità di stampa più alta, si può sempre impostare la modalità bozza, che scala sulla qualità.

In sostanza: per stampare una tesi di laurea, un documento ufficiale o fogli che dovranno essere usati per presentazioni di livello professionale, la qualità massima è d'obbligo. Invece, per i testi a uso interno o le bozze possono andare bene qualità di stampa più basse: basta poter salire con risoluzione quando necessario.

Non è invece indispensabile controllare la qualità delle fotocopie: nella maggior parte dei casi vengono fatte a 600 DPI sia in verticale sia in orizzontale e lo stesso vale per l'eventuale fax integrato.

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