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Monitor PC, come scegliere il formato: 4:3, 16:9 o 21:9?

Guida all'acquisto
29 dicembre 2015 Monclick 7427

In commercio si trovano schermi 4:3, 16:9 e 21:9, oltre ad alcuni meno diffusi. Ognuno di essi ha caratteristiche specifiche e si presta ad utilizzi diversi. Vediamoli insieme.

I monitor PC possono sembrare in apparenza tutti uguali. In realtà non è così. Per scegliere il modello giusto bisogna considerare la destinazione d'uso. Si utilizza lo schermo come semplice strumento di lavoro e di studio per visualizzare documenti word? Oppure è un dispositivo rivolto all?home entertainment con cui vedere contenuti multimediali come i film? O, ancora, serve esclusivamente per il gaming?

A seconda della risposta, ci sono alcuni elementi da valutare piuttosto che altri quando si acquista un monitor per PC Desktop, ovvero la dimensione, la risoluzione e il formato. Quest'ultimo è sempre indicato da una frazione che determina il rapporto tra il lato orizzontale e quello verticale. Attualmente sono tre i formati più comuni: 4:3, 16:9 e 21:9. Ognuno di essi ha caratteristiche specifiche che li rendono preferibili in questo o in quel contesto.

Qual è il fattore di forma migliore?

Il monitor 4:3 è il tradizionale schermo "quadrato", un formato ereditato dai televisori di un tempo e che si può considerare ormai obsoleto. I prodotti in commercio sono tutti a bassa risoluzione, tipicamente 1024x768 pixel e per un uso professionale. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di touchscreen destinati a finire in negozi al posto della cassa, in ristoranti come strumenti per gestire le ordinazioni e in altri contesti simili. Per un uso domestico, non sono prodotti consigliabili, mentre per un ufficio si potrebbero prendere in considerazione i modelli senza touchscreen, che hanno il vantaggio di essere molto economici.

Il formato più comune è invece il 16:9, lo stesso usato sulla maggior parte dei TV in commercio. È ottimo per guardare film e video online, si presta bene alla produttività da ufficio e anche ai videogiochi. Generalmente sono prodotti Full HD (1920x1080 pixel) o HD-Ready, ma in commercio si trovano anche alcuni modelli 4K. Vale la pena sottolineare che ad alte risoluzioni è preferibile scegliere uno schermo di grandi dimensioni, almeno 24 pollici di diagonale, per evitare che gli elementi a schermo diventino troppo piccoli e i testi illeggibili.

Attualmente gli schermi 16:9 sono quelli più diffusi e quelli più indicati nella maggior parte dei contesti, tanto a casa quanto in ufficio. Offrono molto spazio per posizionare le finestre delle applicazioni aperte e le icone permettono di gestire facilmente anche due o tre finestre aperte contemporaneamente.

Gli schermi 21:9, invece, sono più rari e si possono considerare ancora un prodotto "esotico". La risoluzione tipicamente è pari a 2560x1080 pixel, ma può arrivare anche a 3840x2160. Questi valori indicano che sono schermi allungati sul lato orizzontale e che rispettano il formato Cinemascope della maggior parte dei grandi film hollywoodiani.

Riprodurre un film su uno schermo simile, infatti, ha un vantaggio evidente: non ci sono barre nere sopra e sotto all'immagine come invece accade con il formato 16:9 - se il video utilizzato è anch'esso in 21:9. La riproduzione di film nel loro formato originale non è tuttavia l'unico vantaggio offerto da un monitor di questo tipo.

Uno schermo 21:9 si presta bene anche per giocare: in molti casi, infatti, i videogiochi sono programmati per sfruttare anche questo formato e, per esempio, il giocatore potrà vedere una porzione maggiore dell'ambiente, oppure più elementi dell'interfaccia grafica (GUI, Graphic User Interface).

Lo schermo 21:9, infine, è uno strumento potente anche per lavorare in ufficio. L'alta risoluzione insieme al formato si traduce di fatto nella possibilità di avere "due schermi in uno". Risulta molto ergonomico avere una finestra in ogni metà dello schermo, oppure gestire lo spazio in altro modo.

 

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