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Individuare il giusto UPS in alcuni semplici passaggi

Guida all'acquisto
15 giugno 2016 Monclick 379

L'installazione di un gruppo di continuità per un'azienda è utile a preservare i propri dispositivi da danni causati da blackout improvvisi. Ma sono tanti i fattori da considerare, vediamo quali.

“Tutti i segreti degli UPS. Perché la sicurezza è fondamentale”, leggi tutto:
L’installazione di un gruppo di continuità aiuta l’azienda a preservare le proprie apparecchiature da danni derivanti dai possibili disturbi o sospensioni improvvise della linea elettrica. Oltre a dover scegliere il proprio sistema in base alle funzionalità e al tipo di dispositivi che intendiamo collegare ad esso c’è un’altra serie di fattori da considerare.

Prima di effettuare l’acquisto di un gruppo di continuità è consigliabile leggere le specifiche tecniche fornite dal produttore che di sicuro aiuteranno nella scelta del sistema perfetto. Per prima cosa è necessario farsi un’idea sul numero dei Watt di cui abbiamo bisogno a seconda del numero e del tipo di apparecchi che intendiamo collegare all’UPS: giusto a titolo d’esempio, un PC comprensivo di monitor da 17’’ associato ad una stampante laser richiedono in media circa 1.000 watt di potenza. Per macchinari specifici, se non propriamente indicato, possiamo comprare dei misuratori per poche decine di euro che ci facilitano il compito. In pratica per “dimensionare” correttamente l’UPS occorre sommare la potenza assorbita dai vari apparecchi che verranno appunto gestiti dall’UPS, tenendo anche in considerazione quali di essi vanno tenuti sempre accesi, e quindi in caso di blackout andranno sicuramente alimentati, e quali invece vengono usati in modo intermittente.
PROPOSTA
APC BACK-UPS

Niente più perdite di dati
Per mettere al sicuro i nostri dati e non perdere il lavoro effettuato al PC in seguito ad un blackout possiamo contare sul questo Back UPS di APC. Si tratta di un piccolo apparecchio dalle dimensioni contenute, 20 x 11,5 x 25,6 cm, con una capacità di alimentazione di 390 Watt. Ha a disposizione quattro ingressi standard e 2 RJ-11 per proteggere router e linea telefonica da sovratensioni.
EMERSON POWERSURE PSI

Il sistema compatto pensato per le applicazioni IT L’UPS utilizza la tecnologia line-interactive con regolazione automatica della tensione che garantisce la protezione dagli sbalzi di tensione attraverso l’aumento o la riduzione dell’alimentazione in base alle richieste dei dispositivi collegati. Eroga una potenza massima di 2.700 Watt, un tipo d’onda di forma sinusoidale ed ha un tempo di intervento pari a 4 ms, supporta fino a 7 dispositivi.

Ci orienteremo dunque su un modello in grado di soddisfare le esigenze energetiche stimate, di solito la prima informazione che accompagna l’UPS. Maggiore sarà la capienza energetica del gruppo di continuità più lunga è la capacità di mantenere accesi i dispositivi collegati in assenza di energia elettrica: a tal fine bisogna considerare che ci sono anche apparecchi industriali dai costi elevati in grado di tenere attivi per diverse ore i macchinari, pensati per campi specifici come quello medico i quali costituiscono però una categoria a parte.

La sigla VA utilizzata spesso in sostituzione dell’espressione in Watt indica in pratica la potenza di un UPS in Volt-Ampere: i due dati esprimono il medesimo concetto ma non vanno mai confusi, poiché il valore in VA è superiore a quello espresso in Watt (1VA = mediamente 0,6W), dunque un UPS da 1.000 VA corrisponderebbe circa a 600 Watt effettivi di potenza. Altri fattori di scelta saranno il tipo di energia erogata, le modalità di intervento – come vedremo successivamente – e naturalmente il prezzo finale, di certo non trascurabile.

Esiste un UPS per ogni esigenza
La qualità costruttiva del gruppo statico di continuità, la varietà di connettori offerta e la tipologia di utilizzo rappresentano gli elementi che spingono l’utente a scegliere un modello piuttosto che un altro. È giusto precisare che in commercio si sono delineate tre macro categorie in cui gli UPS vengono suddivisi, rispondendo a necessità e funzionalità differenti.

Gli UPS cosiddetti offline costituiscono la categoria per utenze meno esigenti che necessitano di un gruppo di continuità per un singolo pc e qualche periferica come stampanti, router e monitor. Il funzionamento di questi apparecchi è semplice, l’energia prelevata viene trasferita direttamente ai dispositivi ad esso collegati senza alcuna trasformazione o filtro. L’alimentatore ha il solo compito di tenere costantemente carico il gruppo di batterie. Al verificarsi di un blackout l’inverter si attiva entro 10 millisecondi prelevando l’energia elettrica dalle celle che in questo caso è a tensione continua, la modifica in tensione alternata e la trasferisce attraverso un commutatore alle periferiche connesse in modo da garantire loro autonomia per qualche minuto. Offre dunque il tempo necessario per salvare, ad esempio, le sessioni di lavoro aperte sul computer e spegnere il pc in tutta sicurezza. Sono gli UPS che offrono i consumi più bassi, sono molto economici ma anche quelli con meno possibilità di espansione a livello di batterie. Di solito producono una forma d’onda quadra, non indicata per tutti i tipi di dispositivi.

I gruppi di continuità definiti online costituiscono un’altra tipologia di prodotto e sono considerati gli apparecchi migliori che offre il settore. Vengono di solito utilizzati in campi specifici come quello medico o industriale, ambienti in cui una sospensione dell’energia potrebbe comportare seri danni. L’energia in entrata è continuamente filtrata per consentire un corretto funzionamento dei macchinari collegati anche in caso di disturbi della linea elettrica come abbassamenti di tensione o sovratensioni. L’energia prelevata viene modificata in tensione continua, di questa una parte viene utilizzata per tenere in carica il gruppo di batterie, il resto viene trasformata dall’inverter in tensione alternata – la medesima erogata dal fornitore elettrico – ed alimenta i dispositivi ad esso connessi. L’inverter è dunque sempre attivo ed in questo modo il tempo di intervento in caso di blackout è praticamente nullo. Sono ovviamente gli UPS più costosi e con il consumo energetico maggiore dell’intera classe ma permettono una manutenzione più facile con semplice sostituzione delle batterie dopo usura o un aumento delle stesse in caso di necessità. Riescono a produrre un’onda sinusoidale scevra da interferenze e disturbi, a volte migliore rispetto a quella erogata dal fornitore di energia elettrica e sono definiti per questo anche ups a doppia conversione.
PROPOSTA
EATON 9PX5KIRTN

Tanta potenza in poco spazio Questo UPS proposto da Eaton riesce a garantire una potenza di 4.500 Watt in appena 44 cm di spessore. Utilizza la tecnologia a doppia conversione per restituire un’onda sinusoidale pura assicurando la massima compatibilità con le apparecchiature più sofisticate. È sempre attivo grazie alla funzionalità online così da preservare i dispositivi collegati dagli sbalzi di tensione e ha un tempo di intervento pari a 0 millisecondi in caso di blackout. Supporta fino a 11 dispositivi contemporaneamente ed è compatibile con lo standard rack.
EMERSON GXT4-6000RT230

Massima protezione per Server e PC Il Gruppo di Continuità Liebert GXT4 di Emerson è dotato di tecnologia online a doppia conversione, dispone di bypass di manutenzione integrato e di batteria estendibile per aumentare all’occorrenza i tempi di funzionamento. La potenza d’uscita è di 4.800 Watt e restituisce un’onda di tipo sinusoidale pura. Indicato per apparecchiature che devono essere costantemente protette da abbassamenti o aumenti di tensione come server e PC, il tempo di intervento in caso di blackout è pari a 0 ms.

Esistono in commercio anche dei dispositivi che vanno a costituire una terza tipologia di ups definiti line interactive, una tecnologia che si pone a metà strada tra ups offline ed online. Qui l’inverter è comunque spento ma in grado di intervenire entro certi parametri in caso di sottotensioni o picchi della corrente elettrica, oltre che in caso di blackout, per salvaguardare le apparecchiature ad esso collegate. Il tempo di intervento non è immediato, tuttavia risulta dimezzato rispetto ai modelli offline rientrando sotto i 5 millisecondi anche perché solitamente i disturbi della linea precedono la sospensione della stessa e l’inverter si trova molte volte già in fase operativa. I gruppi di continuità che rientrano in tale categoria possono fornire un tipo di tensione ad onda pseudosinusoidale o sinusoidale pura a seconda dei modelli.
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