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Estrattore di succo vs centrifuga. Come scegliere

Guida all'acquisto
24 dicembre 2015 Giulia Dalessandro 385

Frutta e verdura sono alla base della piramide alimentare, quindi sono un fondamento della dieta mediterranea, considerata dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Ma assumere frutta e verdura in succhi o centrifughe, non solo è più comodo, è anche recepito meglio dal nostro corpo.



La dieta mediterranea consiglia di mangiare al giorno dalle sei alle dodici porzioni di frutta e verdura, ma non spesso abbiamo il tempo di cucinare verdure che richiederebbero lunghi tempi di cottura o anche di sbucciare la frutta. La soluzione allora è bere frutta e verdura. Questo è utile anche per la nostra salute, infatti sia i tempi di digestione sia il tasso di assorbimento di vitamine cambiano in rapporto allo stato degli alimenti: per alimenti solidi i tempi di digestione vanno dalle 3 alle 5 ore con un tasso di assorbimento di proprietà nutrizionali del 17%, per i liquidi la situazione cambia perché vengono digeriti anche in 10/15 minuti e assorbiti per il 75%.

In nostro aiuto viene la tecnologia, estrattori di succo e centrifughe sono alcuni dei piccoli elettrodomestici più venduti, nonché i regali più desiderati per il Natale 2015.
 Entrambi utili, alla moda, ma con delle caratteristiche ben diverse.
 
Il parametro più importante per scegliere l’apparecchio del momento è la capacità di estrazione, in stretto legame con il tipo di motore e con la velocità. La capacità estrattiva è quella che determina la qualità e la quantità di succo. Il criterio di scelta dipende molto dal gusto personale, infatti l’estrattore di succo produce un succo più corposo e denso, mantenendo intatte fibre, vitamine, mentre la centrifuga distrugge le fibre, presentando così un succo molto più fluido. Chiamato anche slow juicer, l’estrattore di succo raggiunge una velocità di 40/80 giri al minuto, così facendo non ossida le vitamine e in quindici minuti si ottiene un succo che estrae il 20/30% in più rispetto alla centrifuga, che invece è più veloce e che in cinque minuti, con 6.000 giri al minuto fino ad arrivare anche a 18.000, estrae un succo con minore concentrazione di polpa.
 
La differenza consiste proprio nel motore che può essere ad induzione AC o a spazzole DC, nel primo caso si tratta di un motore che non supera gli 80/100 giri al minuto, proprio per questo chiamato “slow juicer”, ma che anche se in funzione per 30 minuti tende a non surriscaldarsi ed è anche più silenzioso, nel secondo caso invece, essendo molto veloce, si surriscalda se usato per più di cinque minuti e quindi con una tendenza maggiore ad usurarsi.
 
Importanti da valutare sono anche “ingresso e uscita” dell’elettrodomestico: bocche e filtri ci aiutano a scegliere se acquistare per la praticità di inserimento di frutta e verdura che non necessitano di un presminuzzamento e per il tipo di succo che gradiamo. Le bocche larghe permettono di inserire la materia prima senza doverla tagliare in pezzi più piccoli e i filtri, classici in plastica o in Ultem o in Tritan, che possono essere a maglie più larghe o fini, a seconda della ricetta per il succo che si vuole realizzare.

Anche i metodi di pulizia possono essere un criterio per scegliere gli apparecchi. Quelli ingombranti, difficili da maneggiare e assemblare, lasciano spazio ad alcuni sistemi innovativi di pulizia come ad esempio quelli delle centrifughe con un sistema di preclean che risciacqua velocemente dopo l’utilizzo con il solo inserimento di acqua e con un setaccio “quickclean” facile da smontare e da pulire.
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