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Display dei notebook: qual è la risoluzione migliore?

Guida all'acquisto
05 dicembre 2015 Monclick 15011

La scelta del display del notebook non è guidata solo dall’estetica, bensì dall'utilizzo del notebook stesso. Chi cerca la mobilità non sceglierà lo stesso display di chi deve disegnare un progetto.


I notebook in commercio oggi offrono un'ampia varietà di soluzioni per dimensioni e caratteristiche. Le dimensioni sono l'elemento che salta di più all'occhio perché da questo dipendono le dimensioni di tutto il computer. Si va da ultrabook da 11 pollici, per arrivare fino a notebook da 17 pollici per i sostituti del desktop, tipicamente workstation grafiche e gaming machine.

Per questo la scelta del display non dipende solo dalle necessità visive, ma dal tipo di notebook di cui si ha bisogno. Per giocare o per fare progetti CAD è impensabile prendere in esame notebook con schermo inferiore a 15,6 pollici. Per chi deve viaggiare molto invece è imperativo uno schermo inferiore ai 15,6 pollici, per contenere dimensioni e peso di tutto il prodotto da portare con sé, tipicamente un ultrabook da 13,3 pollici.

Non c'è una norma che identifica tassativamente la dimensione da scegliere in funzione dell'uso. Indicativamente però, chi ha necessità di mobilità e lavora tutto il giorno leggendo sullo schermo del notebook, in genere sceglie schermi da minimo di 14 pollici, mentre scendono sotto a questa soglia coloro che possono collegarlo a un monitor esterno quando lavorano a casa o in ufficio, e usano lo schermo del notebook solo saltuariamente e per brevi sessioni di lavoro.

Scegli il notebook che fa per te

Non a caso la maggior parte degli ultrabook, i portatili votati alla mobilità, installa schermi da 13,3 pollici e sono pochi i modelli con display da 11,6 pollici. I modelli di grosso taglio sono indicati per chi per lavoro o per passione deve usare applicazioni (come il CAD) che richiedono un'area di visualizzazione il più ampia possibile.

Quello che molti non sanno o che sottovalutano è che l'area di visualizzazione di per sé non è molto indicativa se non si considera insieme anche la risoluzione. Oggi si va da notebook con una risoluzione minima di 1366 x 768 pixel a una massima di 3200 × 1800 punti. A risoluzione più bassa corrispondono scritte e icone più grandi, il che significa che nella stessa area di visualizzazione è incluso un minor numero di informazioni. Prendiamo ad esempio una tabella in Excel: su uno schermo da 15,6 pollici a 1366 x 768 pixel si visualizzano 25 righe per 20 colonne, su uno da 3200 x 1800 diventano circa il doppio.

Il problema è la leggibilità: nel primo caso i caratteri sono ben visibili, forse anche troppo grandi per un occhio allenato su valori un po' più bassi, mentre nel secondo caso si fa molta fatica a leggerli. Ovviamente i prodotti con risoluzioni così alte, che sono ancora pochissimi, sono fatti per chi progetta o lavora con applicazioni di fotoritocco e necessita di vedere porzioni più ampie possibili di un progetto 2D o di un'immagine, non per leggere.

Per gli schermi di taglia più piccola, come gli 11,6 pollici, è ammissibile una risoluzione di 1366 x 768 punti, mentre per i 13,3 pollici e i 14 pollici la più diffusa è ormai di 1920 x 1080 pixel, una via di mezzo che coniuga leggibilità e quantità di informazioni visualizzate.

Per i notebook da 15,5 pollici o 17,3 pollici invece, per non dover aguzzare troppo la vista sono consigliabili 1920 x 1080 pixel e sono tollerabili i valori massimi di 2560 x 1440 pixel, che per uno schermo da 13,3 pollici sono invece eccessivi.

Detto questo, la risoluzione dello schermo è spesso un elemento su cui giocano i produttori per abbassare o alzare i prezzi. La maggior parte dei notebook di fascia economica in circolazione ha schermi da 1366 x 768 punti con dimensioni di 15,6 pollici: un valore che ormai è ben tollerato solo nelle forniture aziendali, ed è ritenuto dai più inaccettabile per un prodotto per l'intrattenimento.

In ultimo c'è la questione dei notebook con schermi touch o non touch. Complice l'interfaccia Modern UI di Windows 8, molti dei notebook che sono in commercio hanno schermi touchscreen.

Anche in questo caso non mancano pro e contro. Il pro è l'immediatezza d'uso, soprattutto per coloro che non hanno dimestichezza con il nuovo sistema operativo di Microsoft. Dall'altro, gli schermi touchscreen hanno tutti un trattamento lucido, quindi in presenza di luce ambientale intensa tendono a riflettere la luce e risultare di difficile leggibilità all'aperto.

A questo proposito la luminosità gioca un ruolo importante. Tendenzialmente a luminosità maggiore corrisponde una migliore possibilità di riuscire a leggere i contenuti anche in condizioni di luce ambientale intensa, tuttavia è da tenere presente che quando la fonte di luce è diretta sovente difficilmente si riesce a contrastare l'effetto specchio.

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