Che cos'è l'HDR e perché è rivoluzionario per i TV

Guida all'acquisto
17/01/2017 Carlo Peroni 590

Dopo la diffusione dei TV 4K, ora è il turno del colore e del contrasto. Ecco perché l’High Dynamic Range è la caratteristica più importante da capire nell’evoluzione dei nostri TV.

Le innovazioni tecnologiche non sono sempre facili da comprendere. E il marketing ci mette del suo per assecondare la nostra voglia di acquisto, cercando di sedurre le nostre emozioni, più che comunicare con chiarezza le caratteristiche innovative dei propri prodotti. Ma dietro le etichette più catchy, con cui i produttori pubblicizzano i propri apparecchi, spesso si nascondono piccole rivoluzioni tecniche. Le possibilità offerte dall’High Dynamic Range sono ancora poco conosciute e apprezzate. In questo articolo cerchiamo di spiegare che cos’è e perché è una delle caratteristiche fondamentali da comprendere qualora si volesse acquistare un nuovo TV Led.

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Cos'è lo standard HDR?
L'HDR (High Dynamic Range) è uno standard che si è dapprima imposto nel mondo della fotografia, la cui tecnica si basa sulla giustapposizione di immagini scattate con diverse esposizioni per creare una resa visiva di grande impatto. Dopo aver espresso tutte le sue potenzialità nel mondo delle foto, perchè non ampliarlo anche a quello dei pannelli TV? Ecco, quindi, arrivare l'HDR anche sui televisori delle nostre case. Il compito di questo standard è quello di aumentare la qualità di ogni singolo pixel dei nostri schermi. Come? Ampliando la gamma di colori alle sue estremità, quindi sia verso le ombre, così come verso i picchi di luminosità.
In questo modo, i TV con standard HDR sono in grado di riprodurre tutte quelle sfumature di colore che effettivamente esistono nel mondo reale.

La risoluzione è davvero così importante nei TV?
I TV con risoluzione 4K hanno rappresentato sicuramente un grande passo avanti nell’evoluzione degli schermi per l’intrattenimento. Ma l’alta definizione aveva già fatto il salto qualitativo con il Full HD, che è stato una vera e propria rivoluzione che ha trainato anche l’adozione di massa del digitale terrestre. Con il passaggio alla risoluzione 4K non tutti i fornitori di contenuti sono riusciti a rimanere al passo del nuovo standard. La risoluzione a 3840x2160 pixel tipica del 4K, non per tutti risulta essere - presa singolarmente - la sola caratteristica da prendere in considerazione nel momento in cui si valuta l’acquisto di un TV. In molti sono convinti che un TV Full HD di ottima qualità, soprattutto sugli apparecchi sotto i 50”, possa fornire una resa estetica pari ai suoi omologhi con risoluzioni superiori.

I grandi produttori hanno da subito affiancato nei propri TV 4K altre caratteristiche in grado di massimizzare la resa qualitativa delle immagini esaltandola con tecnologie complementari. Nel caso delle serie TV top di gamma SUHD di Samsung, tecnologie come Quantum Dot, Peak Illuminator e Auto Depth Enhancer riescono già a ottenere il meglio dai contenuti non nativi. Quando tutti i maggiori produttori proporranno contenuti ottimizzati sia per l’alta definizione 4K, sia per l’emergente standard HDR, coloro che si saranno dotati di un apparecchio predisposto potranno godere di una qualità visiva da far invidia alla sala di un cinema.

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scopri tutti Dal chiaroscuro all’High Dynamic Range.
Chiaroscuro è quella tecnica sviluppata nel Rinascimento, tipica della pittura a olio di quel periodo e resa famosa da artisti come Caravaggio, che evidenzia il contrasto di luci e ombre in un dipinto. In un certo senso il chiaroscuro sta alla storia dell’arte come l’HDR ai moderni TV Led. Mentre la risoluzione è un parametro facile da capire nella sua aritmetica e fredda oggettività, quando si parla di colori entra in gioco il mondo della percezione soggettiva e del gusto personale. Quali sono, dunque, le caratteristiche da prendere in considerazione per valutare la resa dei colori nel suo insieme? In tutte o quasi le recensioni sui nuovi televisori che menzionano la caratteristica HDR, infatti, si legge qualcosa come: “colori più brillanti”. Ma che cosa significa colori più brillanti?

Una gamma di colori più ricca
Lo standard HDTV codifica i colori a 8 bit, poiché ogni colore è composto da rosso, blu e verde, con 8 bit per colore primario abbiamo la codifica a 24 bit, che rende possibili 16,7 milioni di colori. Anche se 16 milioni è una cifra ragguardevole, ciò non impedisce in alcuni momenti il notarsi di fenomeni come il banding. Negli apparecchi che supporta l’HDR, dunque, i colori possono essere codificati a 10 bit per colore o anche a 12 bit, portando la gamma di colori che possono essere riprodotti sugli schermi dei TV Led a più di un miliardo.  

Cosa rende davvero i colori più brillanti?
La gamma di colori è solo il primo parametro da tenere in considerazione. Altrettanto importante è la caratteristica impropriamente nota come luminosità. La luminosità, infatti, si riferisce all’esperienza soggettiva dell’intensità di una fonte luminosa. Il termine corretto, preso in prestito dalla fotometria, è luminanza, che indica il flusso luminoso emesso dalla superficie di oggetto, ed è oggettivamente misurabile.

La luminanza viene espressa in nit, che è appunto il valore tramite cui viene indicata attualmente questa caratteristica nei pannelli delle TV. Ma che cosa sono i nit? Un nit corrisponde a: 1 cd/m2. Senza lasciarsi spaventare dalla formula, si tratta semplicemente della quantità di luce prodotta da una candela in un metro quadrato. La candela è proprio una convenzionale candela di cera.

Mentre le attuali TV Led raggiungono al massimo i 400 nit circa, con l’HDR si possono gestire valori di luminosità per pixel anche superiori ai 1000 nit come nella serie dei TV Samsung che riportano l’indicazione HDR 1000. Non è escluso che in futuro si possano raggiungere i 4000 nit, ma prima di 2-3 anni difficilmente si vedranno in commercio apparecchi di questo tipo. Per non parlare dei contenuti. I TV Samsung QLED appena presentati al CES promettono di gestire già picchi massimi di 1500 e 2000 nit.

Per scoprire le più importanti novità sui TV LED HDR, leggi il nostro articolo sul CES 2017 appena concluso

Luci e ombre: l’importanza del contrasto
Abbiamo parlato della luce, ma altrettanto importante è l’oscurità. O meglio, più importante della luminosità, anzi, della luminanza, è il contrasto. Ed è proprio nel rapporto tra luce e ombra, tra chiaro e scuro, che una tecnologia come l’High Dynamic Range va a riscrivere le regole del gioco quando si parla di televisori. Non a caso abbiamo citato la tecnica tipicamente caravaggesca del chiaroscuro per introdurre l’HDR: non è importante che un televisore sia luminoso (ricordate i colori più brillanti?) è importante che il televisore massimizzi la resa dei colori attraverso una gestione più ricca nei pannelli di nuova generazione. Con lo standard High Dynamic Range si vanno a definire i contrasti tra parti chiare e scure dello schermo, esaltate da una resa cromatica più precisa. 

Per capire l’importanza di questo cambiamento basta pensare che il vero limite della luminanza è imposto dallo standard HDTV che codifica questo parametro solo con valori massimi di 100 nit. Il valore viene attualmente espresso in modo relativo attraverso una percentuale. Mentre con l’implementazione dell’HDR si potranno assegnare valori assoluti: la resa dei contrasti ne guadagnerà moltissimo in quanto la differenza di luminanza tra i pixel illuminati e i pixel che rappresentano le porzioni più in ombra di ciascuna scena sarà sensibilmente più percepibile rispetto alla resa dello standard HDTV tradizionale.

Hdr-10, HDR 1000, Dolby digital: come capire i diversi standard
Attualmente sono due gli standard riconosciuti: HDR-10, che utilizza una codifica di 10 bit per colore e metadati statici, e Dolby Vision, che supporta 12 bit per colore e un utilizzo dinamico dei metadati. Mentre i televisori Dolby Vision sono in grado di supportare HDR-10, la compatibilità non vale nell'altro senso. C’è molta competizione nella definizione di quello che sarà lo standard definitivo per l’HDR. Dolby Vision, infatti, richiede un processo di certificazione e la presenza di chip proprietari per permettere ai produttori di fregiarsi con il proprio standard. Questi ultimi non sono del tutto propensi a capitolare, ma anzi vogliono sperimentare le soluzioni migliori per i propri apparecchi senza limiti imposti dall’esterno. HDR 1000 è, infatti, il modo in cui Samsung e Sony definiscono la propria implementazione delle potenzialità offerte dall'HDR.

Al di là dei tecnicismi, è importante capire come alcune caratteristiche vengono raccontate e cosa si nasconde dietro, se una semplice trovata di marketing o una reale innovazione tecnologica. In fin dei conti, non c’è un modo oggettivo per capire che cosa è meglio per ciascuna persona. E specialmente in fatto di parametri molto soggettivi come la luminosità e la percezione dei colori, solo il nostro gusto personale saprà cosa è meglio per noi. Capire le caratteristiche è importante, ma fidarsi dei propri occhi lo è ancora di più.