Come è cambiato il Natale tra tradizione e high-tech

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19/12/2016 Alessandra Basile 144

Negli anni anche le feste natalizie hanno subito una forte trasformazione, pervasa dalla tecnologia e dai nuovi consumi. Cosa rimane del Natale come lo festeggiavamo una volta e quali sono i nuovi protagonisti di questi giorni?

Se chiudete gli occhi e provate a pensare al Natale (dai, non è difficile in questo periodo), qual è la prima immagine che vi viene in mente? Io ho un collage mentale che ha come elementi principali un mega albero di Natale luminosissimo e una tavola imbandita a festa. Seguito a ruota da colori caldi, luci soffuse, odore di cannella e Mariah Carey che canta "All I want for Christmas is you". Tutto questo quadretto rientra in un'immagine più comune legata al concetto tradizionale di Natale, tipico di quando ero piccola. Sono passati un paio di decenni e le cose sono cambiate parecchio, le tradizioni sono evolute, così come lo spirito che pervade questi giorni di festa ed i regali sono sempre più high-tech. Tutto un po' contaminato dalla tecnologia? Anche il Natale è diventato 2.0? Probabilmente sì. Anche se non è detto che ciò sia un male.

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Le tradizioni di Natale ieri e oggi
Si suol dire che "Natale quando arriva, arriva". Una volta arrivava tassativamente a partire dal ponte dell'Immacolata, punto. Da lì non si sgarrava. Ora si inizia a parlare di Natale, a trovare qualche panettone sugli scaffali dei supermercati o a vedere le prime luminarie a ottobre. Una corsa continua ai regali di Natale che se prima era più uno sprint giocato a dicembre, adesso è diventata una maratona di un paio di mesi.
Non solo, quand'eravamo più piccoli i regali si acquistavano esclusivamente nei negozi fisici o, al limite, ai mercatini di Natale. Ovviamente dell'e-commerce neanche l'ombra. Giornate a setacciare le vie del centro alla ricerca del regalo giusto, tra freddo, code in macchina e ressa alle casse. Ora? Molto più facile e comodo: carta di credito alla mano, un computer o uno smartphone e in pochi minuti la lista dei regali è completata. Non solo, online la scelta è infinita, quindi è difficile non trovare l'idea giusta anche per l’amico o il parente con i gusti più difficili.
Per non parlare delle super offerte che si concentrano tra il Black Friday e il Cyber Monday, diventati di moda anche in Italia da un paio d'anni, non di più. Sono le giornate in cui i siti di e-commerce (e ora anche qualche negozio fisico) propongono offerte imperdibili proprio per i regali di Natale.

Se invece penso alla giornata del Natale, si palesa subito in testa il pranzo con portate infinite e, assolutamente immancabile, "Il piccolo Lord" in sottofondo alla TV. Un appuntamento fisso ed irrinunciabile. Solo negli anni a venire è stato un po' messo in ombra da "Mamma ho perso l'aereo" – ed una miriade di altri film natalizi, ovviamente. Ma il pranzo di Natale era appannaggio loro.
Per quest'anno, invece, già vedo qualcuno sul divano che, telecomando alla mano, si fionda in una maratona di Netflix. Magari "Black Mirror" o "The Young Pope", perché no? Meglio ancora, perché non guardarli sul tablet?

Regali di Natale: dal trenino all'iPhone
Anche sul tema regali le carte in tavola sono cambiate fortemente. Una volta i protagonisti assoluti erano i giocattoli tradizionali, come bambole, macchinine, trenini che facevano la gioia indiscussa dei più. Ma non era sempre tutto dedicato al gioco: c'era sempre un libro, perché la cultura e la lettura erano fondamentali. Noi bambini, per contro, ricompensavamo i genitori con la poesia di Natale imparata a memoria o con dei lavoretti fatti a mano, in genere a scuola.
Ora l’immagine è un po’ diversa. La tecnologia è sempre sotto l'albero – e anche tutto intorno. Bambini e ragazzini sono sempre più tecnologici e nella letterina a Babbo Natale elencano smartphone, tablet, console di videogiochi, ecc. Ironicamente a volte sono loro che insegnano ai genitori come usarli e ogni tanto si sente qualche bambino esclamare "Ma papà, si fa così!" con il viso carico di disappunto e sorpresa per il genitore che è "rimasto un po' indietro".

Infine, una volta i protagonisti del pomeriggio di Natale erano i bambini che riempivano il pavimento del salotto con i giocattoli appena regalati (ammesso che non mancasse qualche pila per giocare, grande classico) e si lanciavano in sfide di ogni tipo fino a che non cadevano crollati dalla stanchezza. Adesso non è così infrequente vederli farsi dei selfie con l'iPhone ricevuto in regalo e condividerli su Facebook e Instagram.

Malinconia da feste a parte, è poi così negativo questo cambiamento? In fin dei conti, finché si salvaguardano i valori ed i principi cardini delle feste (famiglia, amore, convivialità e, per i credenti, religione) non è un male assecondare l'evoluzione che, in genere, è veicolo di innovazione e più in generale di "aria fresca". Forse non vediamo più così frequentemente un bambino con i pantaloni alla zuava per il pranzo di Natale, ma magari lo troviamo a scattarsi una fotografia con i nonni o a far sentire loro la sua playlist su Spotify. Chissà mai che anche il nonno poi voglia creare la sua.