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Batteria scarica - Consigli per vincere sul punto debole degli smartphone

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29 marzo 2016 Giulia Dalessandro 145

Il tallone d’Achille del vostro nuovissimo smartphone è sempre la batteria? Non resistete senza powerbank? Ecco alcuni accorgimenti per non caricare il telefono più di una volta al giorno.



Acquistiamo smartphone di ultima generazione, vogliamo sempre essere al passo con i tempi e scarichiamo app per restare in contatto con i nostri amici, per fare fotografie e condividerle sui social, per giocare nel tempo libero…ma quanto deve durare questa batteria?

Diamo spesso la colpa ai produttori di telefoni cellulari, ma non pensiamo a un utilizzo saggio del nostro smartphone.

Buone pratiche di risparmio energetico

Sicuramente la prima cosa da fare è disattivare la sincronizzazione automatica dei dati, il GPS e il Bluetooth, attivandoli solo quando necessario. Il Wi-Fi e la connessione 3G/4G sono poi quelli che contribuiscono maggiormente a scaricare la batteria. Sarebbe inoltre sufficiente diminuire la luminosità del display e ricordarsi di chiudere le applicazioni senza lasciarle in esecuzione. Infatti si registra un trend secondo il quale uno o due volte al mese l’utente medio cancella app per ricavare più spazio in memoria e per ridurre il loro impatto sulla batteria.

Quali sono le app più “dannose”? 

In generale, le applicazioni che consumano più energia sono quelle che utilizzano il processore anche quando il telefono è in standby, quelle che hanno bisogno di sincronizzare i dati e che richiedono continui aggiornamenti di contenuti, restando così sempre attive in background.

Al primo posto della classifica delle app più dannose troviamo Facebook: è la peggiore per le ritorsioni che ha sulla batteria, sul traffico dati internet e sullo spazio in memoria. Come quasi tutti i social, attiva notifiche in tempo reale, richiede continui aggiornamenti e carica un elevatissimo numero di dati. Instagram segue infatti a ruota.
 
Non saremo mica dipendenti dai social? 

Al secondo posto ci sono i giochi, soprattutto se ad alta definizione, come il famosissimo Candy Crush. Il display resta sempre acceso, quindi è più facile che la batteria si scarichi più rapidamente e non avrebbe nemmeno senso diminuire la luminosità dello schermo. Inoltre, affamati di energia, sono i giochi online a causa del continuo utilizzo di traffico dati.

A seguire troviamo le app preinstallate, come ad esempio AllShare e ChatOn per gli smartphone Samsung, che si attivano automaticamente all’avvio del sistema operativo e le applicazioni che si basano sullo streaming di dati audio/video, come Spotify o YouTube. 


Trovare il problema e risolverlo

Il comune denominatore? Sono i wakelock, ovvero meccanismi del sistema operativo, Android in questo caso, che servono a mantenere attivo lo smartphone anche quando non lo stiamo utilizzando. Proprietà peculiare di tutte le app con notifiche, sono proprio i wakelock a compromettere il funzionamento e la durata della nostra batteria.

Ma sono state studiate di proposito delle applicazioni salva batteria per evitare di essere quasi sempre collegati al caricabatterie. La più famosa è JuiceDefender con cui è possibile gestire la connessione dati e Wi-Fi (disabilitandola quando la batteria residua raggiunge livelli critici) e la velocità della CPU grazie a controlli avanzati e personalizzati. Wakelock Detector, invece, genera una lista delle app che sfruttano la CPU per maggior tempo quando il telefono è in standby. 

Piccoli e quotidiani accorgimenti, quindi, che con l’aiuto di app o senza, possono salvare la batteria dello smartphone. 
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